Attenzione
«Io, amareggiato ma tranquillo»
Claudio Vecoli
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INDAGATO. Alessandro Santini Alessandro Santini parla dopo i guai giudiziari per il Carnevale estivo
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VIAREGGIO. Amareggiato, ma al tempo stesso con la coscienza tranquilla. Così Alessandro Santini commenta l'iscrizione del suo nome sul registro degli indagati per la musica fuori orario sui carri in occasione del Carnevale estivo del 2010. Una vicenda che lo vede nei panni di indagato nella sua funzione di presidente della Fondazione dopo che alcuni cittadini hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Lucca per i rumori molesti provenienti dalla Cittadella al rientro dei carri dopo l'ultimo giorno di festa. Una inchiesta che è in mano al pubblico ministero Lucia Rugani la quale - dopo aver concluso le indagini - dovrà adesso decidere se archiviare la vicenda oppure se chiedere il rinvio a giudizio. Santini, come commenta questa tegola giudiziaria cadutale sulla testa? «Sono molto rammaricato. Il pensiero di essere nella città del Carnevale e in una delle capitali estive del divertimento e dover passare dei guai con la giustizia perché qualcuno mal sopporta che l'8 agosto - nel cuore dell'estate - dai carri che rientrano in Cittadella dopo il Carnevale estivo provenga della musica mi rattrista profondamente. Significa voler togliere energia a chi ha voglia di fare qualcosa in questa città...» Come reagirà a questo avviso di garanzia? «Sbollito questo momento di rabbia ed amarezza, mi rimetterò al lavoro come e più di prima per la prossima edizione del Carnevale. Certo, avrei fatto volentieri a meno di questo problema, ma mi sento con la coscienza tranquilla. E tutto ciò non mi fiaccherà...» La giustizia, però, avrà il suo corso... «Certo. Tramite l'avvocato Davide Manzo, che è stato nominato mio legale in questa storia, chiederò di essere ascoltato il prima possibile dal magistrato che si occupa della vicenda. E spiegherò tutto. E sono fiducioso che prevalga il buon senso. Mi risulta che ad aver presentato querela siano state tre o quattro persone al massimo...». È la prima volta che viene indagato per le sue funzioni pubbliche? «Sì. Ed è comunque una esperienza che, seppur negativa, metterò in cassaforte perché mi servirà in futuro. Adesso mi auguro e spero di poterci uscire sezna conseguenze».
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