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Il sindaco querela gli avversari politici «Non sono omertoso»
Luca Basile
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PIETRASANTA. «Ci vediamo in tribunale». La resa dei conti in terra di Pietrasanta, si consuma a colpi di carte bollate, con il sindaco Domenico Lombardi che annuncia, in sede consiliare, l'intenzione di querelare il trio Pdl - Alberto Giovannetti, Adamo Bernardi, Andrea Cosci - in quanto firmatari di una mozione «già agli atti lesiva nei contenuti, per il sottoscritto e la maggioranza che rappresento visto che mi si addita di omertà a margine di alcune comunicazioni arrivate dalla Corte dei Conti. Termine inaccettabile e ingiurioso: l'ufficio legale comunale ritiene che ci siano i presupposti per querelare il gruppo del Pdl. Nei prossimi giorni spetterà alla Giunta decidere se procedere o meno, ma la mia intenzione è quella di andare in tribunale» certifica il primo cittadino. Missiva, recapitata al Pdl, che incassa e poi rilancia. «Se il Sindaco utilizza i soldi della comunità per portare avanti un'azione del genere con il solo scopo di delegittimare il nostro ruolo di consiglieri di opposizione vorrà dire che, da capogruppo, chiederò allo stesso ufficio legale di palazzo di tutelarci in un'azione di controquerela nei confronti di Lombardi, per intimidazioni e minacce, perché tale riteniamo la querela sventolata in ambito istituzionale da Lombardi. Ufficio che abbiamo già sollecitato sul caso e ci darà una risposta nei prossimi giorni, visto che non c'è casistica sull'argomento» ribatte Giovannetti. Clima teso con annessa guerriglia verbale, sullo fondo di una querelle, quella appunto che si collega ad alcuni rilievi mossi dalla Corte dei Corti nell'ottobre scorso, dove si chiedevano alcuni chiarimenti - poi forniti dall'ente - su patto di stabilità, equilibri di bilancio, società partecipate e spese del personale. Ed è qui che si innesca la protesta del Pdl, sostenuta da Gruppo Misto, Udc e Fli, che addebitano a Lombardi&co di non aver comunicato nei tempi dovuti ai consiglieri il contenuto del documento della Corte. Il resto è storia recente: l'espulsione - negata dal presidente Guido Lucchetti - del consigliere Cosci dalla sala consiliare sempre a margine di un dibattito sul tema del bilancio, gli esposti a Prefetto e Procura della Corte dei Conti da parte del Pdl e, buon ultima appunto, la querela "promessa" da Lombardi. «Non si può definire il nostro modo di procedere omertoso - insiste il sindaco - è inaccettabile e lontano dal mio modo di pensare ed agire. Intimidazioni? Ma per favore: è da un anno e mezzo che l'opposizione porta avanti un'azione continua di esposti e pesanti affermazioni e ho sempre replicato in ambito istituzionale». Tesi sostenuta da Fabio Simonini, Idv, Giuseppe Dello Sbarba, Pd e Marilena Pintus, Federazione della Sinistra. «La querela è dovuta: questa volta il Pdl è andato oltre. Facciano tutti gli esposti che vogliono, così come riteniamo normale anche la dura dialettica politica, ma se ricorri ad espressioni come "omertà" per definire il comportamento di chi amministra, allora è giusto poi andare in tribunale». Parole rigettate da Giovannetti che esclude divisioni nel Pdl. «Bernardi assente in sede consiliare al momento della votazione del documento "incriminato" da noi proposto? Solo un caso. Bernardi è uno dei firmatari di quella mozione e la sosterrà fino in fondo, querela o non querela. Lombardi vuole metterci il bavaglio, è stato lui ad aver detto che non ne può più di leggere certi nostri attacchi sui giornali: se non voleva essere criticato, non doveva fare il sindaco. L'omertà politica da noi denunciata la dimostreremo, se chiamati in causa, nelle sedi preposte - spiega Giovannetti - Lombardi ed i suoi si mettano in testa che nessuna querela ci metterà a tacere. In passato sono stato insultato, minacciato e oggetto di pesanti allusioni dall'allora opposizione. E mai ho querelato qualcuno o chiesto danni. Lombardi, evidentemente, ha un altro modo di procedere e fa il possibile per ridurci in silenzio: non ce la farà».
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