Il Tirreno

Versilia

Troppi accessi al Cup, la farmacia lo toglie

Matteo Tuccini
<b>CUP ADDIO. </b>La farmacia Fontana in via Roma
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CUP ADDIO. La farmacia Fontana in via Roma

«Impossibile gestire il flusso di utenti senza alcun rimborso dall'Asl»

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 MASSAROSA. Niente più prenotazione di visite ed esami alla farmacia Fontana di via Roma. A chiedere lo stop della convenzione con il Cup, tra l'altro in anticipo rispetto alla scadenza naturale, sono stati gli stessi titolari dell'esercizio. Dispiaciuti, ma fermi.  «Perché - spiegano - gestire dai 400 ai 500 accessi al mese, con una persona dedicata e senza ricevere rimborsi di alcun genere dall'Asl, era diventato impossibile».  La novità ha lasciato perplessi gli utenti massarosesi, che ormai erano abituati a servirsi della farmacia in alternativa al distretto sanitario, tra l'altro lì a 50 metri di distanza. Ma è proprio questo, e lo si capisce parlando con i gestori dell'attività, il succo del problema.  Perché il distretto Asl non offre il servizio di prenotazione di esami e visite tutti i giorni e a tutte le ore. Anzi. «C'è stato un periodo - spiega Flavia Fontana, la titolare - in cui le possibilità di avvalersi del servizio al distretto sono state molto ridotte. Oggi, ad esempio, so che il collegamento col Cup è attivo solo 3 giorni».  Mentre la farmacia fa orari di negozio: mattina e sera. E il collegamento è aperto costantemente.  Così gli utenti avevano cominciato, sin dal 2005 - da quando cioè la convenzione era stata attivata - a preferire sempre più la Fontana. Questo aveva causato una distorsione nella gestione del servizio, sgravando fino all'eccesso i carichi di lavoro sul distretto.  «I nostri invece sono aumentati ogni giorno - dice la dottoressa Fontana - anche perché sappiamo bene che negli ultimi anni le richieste al Cup sono cresciute in maniera esponenziale». Fino ad arrivare al punto, insomma, di registrare anche 500 accessi mensili per il Cup, «con costi che non potevamo più tollerare, tra pc, connessioni Internet e personale dedicato, anche perché non ci venivano rimborsate. Come peraltro avviene in tutti i casi simili al nostro».  Ora, è lecito chiedersi se la faccenda sia stata gestita bene. E se ciò abbia causato direttamente un disservizio, perché tutte le persone che prima si rivolgevano alla farmacia per prenotare le prestazioni ora si riversano sulle altre strutture, distretto in primis.  I Fontana, però, preferiscono non dare giudizi di merito: «Non vogliamo fare polemiche con l'Asl - dicono - Forse qualcosa non è andato per il verso giusto. Se si prevedesse un rimborso come avviene nelle altre zone, vedi Lucca, il discorso sarebbe diverso. Quel che è certo è che noi come privati possiamo dare una mano, non fare il lavoro di altri di punto in bianco. Senza contare che dobbiamo fare il nostro, di lavoro, sempre più complicato».  

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