Il Tirreno

Versilia

Paolo Spadaccini fa suo l’intero consiglio comunale. Che vota unito

Lirica, mozione da 6 milioni Ma nessuna garanzia di averli

Donatella Francesconi
Il Gran Teatro Giacomo Puccini ed il presidente della Fondazione lirica, Paolo Spadaccini
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Il Gran Teatro Giacomo Puccini ed il presidente della Fondazione lirica, Paolo Spadaccini

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 TORRE DEL LAGO. Ma è possibile, fattibile, attuabile, esigibile - ciascuno usi la parola che meglio crede - la mozione che il consiglio comunale ha approvato all'unanimità mercoledì sera per salvare le sorti della Fondazione Festival Pucciniano? La domanda è risuonata più volte nel corso della seduta: l'hanno posta il consigliere Milziade Caprili (Sinistra Arcobaleno) ed il collega Lorenzo Bertoli (Pd) il quale ha insistito affinché il provvedimento in approvazione «avesse natura di mozione collegata al bilancio».  La risposta, amara, è venuta dal consigliere Andrea Palestini (Pd): «Se per avere sedici voti sul bilancio c'è il salvataggio del Pucciniano, questo mi lascia meno pessimista di quello che sarei altrimenti...». Già. Perché Paolo Spadaccini, presidente del consiglio comunale, presentatore della mozione con la quale la Fondazione lirica chiede al Comune poco più di 6 milioni di euro, e presidente della stessa Fondazione è oggi l'ago della bilancia della Giunta Lunardini. Candidato ideale di un centrodestra meno berlusconiano alle elezioni del 2013, che ha saputo contenere anche l'opposizione di centrosinistra sull'attenti, l'altra sera, in merito ad una mozione a proposito della quale il sindaco Lunardini non ha speso una parola in merito alla sua applicabilità.  Ma non solo. A fronte delle richiesta avanzate dalla Fondazione (acquisto del teatro da parte del Comune, ricapitalizzazione, contributo immediato di 1 milione e 300mila euro per fare fronte ai pagamenti e così via fino ai sei milioni) nessun impegno è stato chiesto - né dall'amministrazione né dal consiglio - alla Fondazione stessa per una compartecipazione al progetto di salvataggio, magari attraverso una riduzione anche simbolica di spese e/o sprechi. Solo Andrea Palestini, nella dichiarazione di voto, ha voluto mettere in chiaro alcuni punti: «Nel momento in cui alla Fondazione manifestiamo adesione - ha detto Palestini - raccomandiamo anche una maggiore trasparenza nella gestione e sforzi moltiplicati per dimostrare che ogni euro che arriva dagli enti pubblici è ben speso, non sprecato, e non genera privilegi». Parole che hanno un peso specifico ben definito visto che parliamo di molti denari dei cittadini.  Netto anche l'intervento di Isaliana Lazzerini (gruppo misto): «Entro il 31 dicembre - è la richiesta - si dica come vengono pagati i debiti e si versino gli stipendi ai lavoratori mettendo insieme il pecorso che porterà ad una stagione 2012 interessante e completa». Ma soprattutto, ha concluso Lazzerini, «si dica dove si trovano i soldi indicati nella mozione approvata».  Se a queste domande non fosse risposto, il rischio è davvero quello che i lavoratori del Festival siano stati presi in giro e la stagione lirica in riva al lago vada persa per sempre. Con buona pace delle parole del sindaco che, contrariamente a quanto affermato in una relazione in consiglio comunale appena qualche mese fa, mercoledì sera ha affermato: «Non possiamo rinunciare a Festival Pucciniano e Carnevale».

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