Il Tirreno

Versilia

Accertamenti Ici, il Comune va ko

Luca Basile
<b>TRIBUTI.</b> L&#146;assessore Ferrieri
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TRIBUTI. L’assessore Ferrieri

Condannato a pagare le spese legali dopo i ricorsi vinti dai contribuenti

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 PIETRASANTA. Un contenzioso lungo due anni, che alla fine premia i contribuenti e boccia il Comune. È quello sugli accertamenti Ici per i terreni fabbricabili, andato in scena alla Commissione tributaria di Lucca.  Il tutto si innesca nel novembre del 2009, quando l'ufficio tributi comunale mise nel mirino dei controlli oltre 200 posizioni sul territorio: seguirono polemiche e verifiche, come consuetudine in questi casi. Alla fine della giostra di parole e confronti cartacei, le casse di palazzo si arricchirono, proprio grazie agli accertamenti in questione, di un importo di poco superiore agli 800 mila euro. Ma non tutti i cittadini, di fronte alle notifiche, si comportarono allo stesso modo: ci fu chi, infatti, parliamo di una minoranza, si oppose al provvedimento che in taluni casi proponeva richieste considerevoli (da 50 ad oltre 100 mila euro, ndr).  «Fin dall'inizio, su questi avvisi di accertamento che chiedevano il pagamento dell'Ici sulle aree fabbricabili a decorrere dal 2003, ho avuto, e non solo io, molte perplessità - afferma Mario Coppola, referente per alcune persone firmatarie del ricorso - Avevamo infatti seri dubbi sulla legittimità della determina dirigenziale in questione, sulla tempistica di notifica degli avvisi e sui criteri per stabilire i valori dei terreni fabbricabili. Un'irregolarità di fondo che ci ha portato ad impugnare una serie di avvisi: nel mio caso una quindicina di accertamenti».  «Ed è qui - rilancia Coppola - che sono cominciate le sorprese, visto che il Comune, nella persona del suo dirigente, non si è mai costituito in giudizio. Ma ha presentato, nei giorni precedenti le udienze, atti di annullamento degli accertamenti Ici oggetto appunto di ricorso. A questo punto la Commissione ha preso atto della rinuncia al contenzioso da parte del Comune, ma visto che quella rinuncia non era stata concordata con il contribuente ricorrente, il Comune è stato condannato al pagamento delle spese di giustizia. Spese il cui ammontare conosceremo una volta depositate le sentenze, ma è presumibile - prosegue Coppola - che la somma non sia trascurabile, se pensiamo, a titolo di esempio, che un solo avviso di accertamento portava la richiesta di pagamento di oltre 138mila euro. E le spese si commisurano all'entità dell'avviso. In poche parole - ribadisce Coppola - il Comune non solo non ha riscosso l'imposta, ma dovrà pagare anche le spese. Professionalmente mi dispiace che al Giudice non sia stata data la possibilità di esprimere una sentenza, vista la rinuncia del Comune a costituirsi in giudizio: sarebbe stata l'occasione per certificare l'irregolarità degli avvisi».  

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