Sicurezza
Usura, sequestro da 6 milioni di euro
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ANTIMAFIA. Agenti della Dia Nel mirino dell'Antimafia il ricco patrimonio immobiliare di un 70enne
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VIAREGGIO. Beni per 6 milioni di euro, tra cui appartamenti, terreni e titoli bancari, che secondo gli inquirenti erano frutto di una lunga carriera da usuraio. Un maxi sequestro che il tribunale di Massa ha deciso ai danni di Aldo Costa, 70enne residente a Viareggio, ma originario di Carrara. Tutto è partito da un'indagine della Direzione investigativa antimafia di Genova. Tra i beni sequestrati ci sono 29 unità immobiliari, tra appartamenti e terreni, quasi tutti insistenti a Massa, ma anche a Viareggio e Roma. Sequestrati inoltre un'auto Saab e un milione di euro tra titoli e depositi bancari. Patrimonio che, secondo gli inquirenti - il procuratore capo Aldo Giubilaro e il colonnello Luigi Marra, capo del centro della Dia di Genova - era frutto dell'attività di usura di Costa. Gli investigatori sono arrivati al sequestro dei beni analizzando i flussi finanziari bancari, la condotta e il tenore di vita del settantenne, e ricostruendo le 54 compravendite immobiliari che negli anni lo hanno riguardato sia come cedente che come acquirente. Gli investigatori hanno quantificato una sperequazione economica di oltre due milioni di euro. Costa era già noto alle forze dell'ordine per numerose segnalazioni in materia di usura e emissione di assegni a vuoto. Non solo: nel 2004 era stato imputato, in concorso con altri, del reato di usura e aveva patteggiato la pena di un anno e due mesi di reclusione, sentenza divenuta irrevocabile il 17 febbraio 2005. Secondo la Dia l'uomo avrebbe praticato usura sin dagli anni Ottanta. Non si è proceduto penalmente perché il reato era già prescritto. E anche perché contro di lui non c'erano delle denunce. All'inizio Costa aveva una piccola attività commerciale: riparava strumenti musicali. Poi la storia dell'usura e il reddito che aumentava. Oggi sfiora i sessantamila euro. Cifra però che non giustifica le continue compravendite di immobili e soprattutto non giustifica un patrimonio immobiliare di questo tipo, secondo la Dia almeno. Tanto che è scattato il sequestro, che potrebbe diventare confisca nel caso il tribunale non ritenesse congrue le motivazioni che il settantenne presenterà durante l'udienza di convalida del provvedimento.
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