Strage, quel fumetto non piace ad Fs
Donatella Francesconi
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PERSONAGGIO. Giorgio Diana (a destra) faccia a faccia con lavvocato Graziano Maffei L'allarme dei familiari delle vittime: si parla di un'azione legale ma noi siamo con Malfatti
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VIAREGGIO. Un'azione legale contro il libro a fumetti (edizioni "Becco giallo") nato dal dolore e dalla bravura di Gianfranco Malfatti che nel disastro ferroviario del 29 giugno 2009 ha perso il cognato Alessandro Farnocchia. Sarebbe questa l'intenzione di Ferrovie (l'ufficio stampa, interpellato via mail, non risponde ma non c'è smentita alla notizia), come da annuncio sul sito "Dagospia". Secondo il quale l'amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti, contesterebbe - scrive il sito - «il passo in cui si ironizza sulla nomina di Giorgio Diana, docente al Politecnico di Milano, lo stesso che fece il perito delle Procure dopo la strage di Crevalcore dove morirono 17 persone, e che adesso si ritrova al fianco di Moretti nella vicenda di Viareggio». Malfatti non entra nel merito, limitandosi a rispondere che «di ironia nelle pagine di un libro che racconta 32 morti bruciati certo non ce ne può essere». Grande è, però, la tensione tra i familiari delle vittime stretti intorno a Malfatti, al suo lavoro, e «ben decisi a difenderlo». L'intreccio Fs-Politecnico. L'ipotesi di un'azione legale nei confronti del libro a fumetti impone, però, un approfondimento del rapporto Politecnico di Milano, di cui Giorgio Diana è stato a lungo direttore del Dipartimento di meccanica e nel quale oggi insegna come docente a contratto. «Appena accaduto il fatto - spiega Mauro Moretti intervistato a "Ma anche no" su La7 - abbiamo dato mandato al Dipartimento di meccanica del Politecnico di Milano di dirci, in maniera indipendente, secondo lui cosa era stato». Il riferimento è al quesito su cosa abbia squarciato la cisterna carica di Gpl: «Ed il Politecnico - continua Moretti - ha detto che era stato il pezzo dello scambio». Il "Tirreno" ha recuperato quella relazione, depositata in Procura il 18 giugno 2010, e firmata da Stefano Beretta, professore ordinario al Politecnico di Milano, Ferruccio Resta, direttore del Dipartimento di meccanica, Marco Giglio, associato. Tutti e tre - Beretta, Giglio e Resta (controfirma come direttore) - firmeranno la perizia di parte, per conto di Ferrovie, depositata ai periti del gip Silvestri il 13 ottobre 2011. Su questo documento, ai tre nominativi si aggiunge quella di Giorgio Diana. Fin qui l'aspetto accademico. Ciascuna parte coinvolta in una vicenda giudiziaria scegli i consulenti che meglio crede ed è diritto innegabile. Come lo è avere chiaro il quadro di rapporti completo. Sia Resta che Diana, e dunque l'università che rappresentanto, vantano, nei rispettivi curriculum, un rapporto più che stretto con il "pianeta" Ferrovie. Giorgio Diana è presidente del comitato guida del "Joint Research Centre", un centro di ricerca sui trasporti costituito dalla Fondazione Politecnico con Fs, ma anche dell'"Italcertifer Consortium Certification Committee", consorzio tra Trenitalia, Rfi (azienda del gruppo Fs) ed alcune università. Ferruccio Resta è membro del Comitato guida del Joint Reserch Center ma anche del gruppo di lavoro per la stesura delle specifiche tecniche del Centro sperimentale delle Ferrovie e di quello per la stesura delle specifiche tecniche sul Ponte sullo Stretto di Messina. Da Milano alla Sicilia, terra che vede Giorgio Diana e Ferruccio Resta in rapporti societari con la Mediterr Shock Absorbers Spa", azienda leader mondiale nella produzione di ammortizzatori per veicoli ferroviari che ha come cliente anche Fs. Diana e Resta sono entrambi soci della Tivet, società di proprietà del Politecnico di Milano (socio di minoranza) e della Mediterr Shock Absorbers, dedicata alla ricerca e allo studio di nuove tecnologie, in particolare in ambito ferroviario.
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