Il Tirreno

Versilia

«Le strutture contestate sono regolari»

Processo ai bagni, la difesa gioca la carta del demanio

Gabriele Dini

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 LIDO. «La tipologia di struttura che viene contestata al bar-ristorante Marilena è molto simile a quelle approvate dall'agenzia del demanio in altri casi». Nuova udienza ieri mattina di fronte al giudice Gerardo Boragine in tribunale a Viareggio per la questione delle sospette truffe al demanio da parte degli stabilimenti balneari. In aula ieri è stato sentito come testimone l'architetto Massimo Ceragioli. L'avvocato Riccardo Carloni, che rappresentava i titolari del bar Marilena di Lido, ha fatto dimostare al professionista che le strutture contestate come di «difficile rimozione» al Marilena in realtà sono state riconosciute come facilmente rimovibili in altri bagni versiliesi da parte dell'agenzia del Demanio. Questo aspetto è fondamentale per provare che le strutture su cui verte l'inchiesta sono rimovibili e quindi la truffa contestata dalla procura (per la corresponsione di canoni inferiori a quelli dovuti) non è mai esistita.

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