Sicurezza
Braccio di ferro con l'assicurazione
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DISTRUTTO. Il vecchio capannone andato completamente distrutto La storia dell'impresa "Fratelli Pinto": presi in giro
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VIAREGGIO. È furibondo, Francesco Pinto, e «ferito» dal contenzioso con la propria assicurazione, a due anni e mezzo dal disastro ferroviario che ha cambiato per sempre il volto di via Ponchielli e portato via 32 vita, la maggiori parte delle quali amici e volti noti all'imprenditore e alla sua famiglia. Al centro del braccio di ferro con Sai Fondiaria c'è - racconta Pinto - quella aprte di assicurazione del Centor noleggi Pinto che assicura «il risarcimento, in caso di interruzione totale o parziale dell'attività esercitata nel fabbricato a seguito di un sinistro indennizzabile a termini di polizza (...)». Il capannone, andato completamente distrutto, è stato chiuso per mesi e mesi. Con i materiali trasferiti in una sede provvisoria, il lavoro fermo, le foze impiegate per districarsi tra le mille incombenze burocratiche che hanno lentamente portato verso la ricostruzione ed il ritorno in via Ponchielli. «L'assicurazione - racconta l'imprenditore - ritiene che anche il fermo impresa sia stato surrogato alla Regione, per l'intervento che il commissario di Governo ha effettuato sulle imprese. Ma la Regione ha risposto al mio legale, l'avvocato Alberto Trinchese, che così non è». Nell'ultima telefonata, lunedì, «mi sono sentito dire che per quel che risulta all'assicurazione nel mio capannone chiuso "ci potevano anche ballare i topi". Ma sono cose da dire? Ma non lo sanno cosa è successo quella notte a Viareggio?». Andrea Pandolfi, che tratta il sinistro per Sai, risponde: «Era un frase che voleva far capire che per quanto ci è stato documentanto noi non sappiamo cosa ci facevano nel capannone...Per me in quel capannone ci potevano - ho detto - anche far ballare i topi...Ma non ci si può attaccare ad un frase...». Nel merito della vicenda, spiega ancora l'assicuratore, «si tratta di una questione legale molto complessa. La Regione non ci ha ancora comunicato ufficialmente cosa sia compreso nella surroga. Per noi nella cessione del credito fatta alla Regione rientra anche questa indennità. Per quanto ci riguarda abbiamo già espresso la necessità di chiarire alcuni aspetti e di avere documentazione precisa, anche fiscale». Resta il fatto - questa l'amara constatazione - che a due anni e mezzo dalle fiamme di quella maledetta notte un'impresa che ha stretto i denti e fatto di tutto per risorgere è ancora alle prese con il risarcimento. D.F.
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