Il Tirreno

Versilia

«Quel cd una forzatura sul processo»

Luca Basile
L’ex sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni
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L’ex sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni

Mallegni manda avanti Giovannetti e piovono veleni sulle case di via Serraglio

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 PIETRASANTA. «Sul "cd Mallegni" È arrivato il momento di fare chiarezza». La requisitoria del pm Giannino che vola di "mano in mano" a Pietrasanta, sotto forma di cd o voluminose fotocopie, innesca una dura presa di posizione del Pdl che non ha gradito la diffusione in città delle memorie processuali che vedono coinvolti, nello scandalo sulla corruzione, Mallegni e altri 31 imputati.  Una vicenda che, ormai di dominio pubblico, diventa teatro di scontro politico. Di veleni tra le parti. E senza dubbio promette di avere un seguito.  «Di recente il sindaco Domenico Lombardi, dietro nostra esplicita richiesta al riguardo, ha detto che nessun consigliere comunale - scrive Alberto Giovannetti a nome del Pdl - ha mai depositato domanda di discussione della requisitoria del Pm Giannino in sede consiliare. Tuttavia la questione ha raggiunto dimensioni preoccupanti, con la voglia da parte di qualcuno che ha un preciso nome e cognome, nonché titolo professionale, di insidiare il processo in corso che ormai si trova alle battute finali, con sentenza prevista per la fine del mese di febbraio».  Giovannetti sa che «ci sono in giro decine e decine di copie, consegnate anche a funzionari del nostro Comune direttamente dalla persona che probabilmente le ha prodotte, della scansione della requisitoria con allegato un cd, con alcune scritte autografe sopra lo stesso fatte a pennarello, la confezione, una bustina trasparente porta cd con un cartoncino recante una scritta "Achtung" e di seguito segnate in stampatello le pagine che secondo colui che le ha lette e fotocopiate, possono rivestire interesse».  «È evidente a tutti che visti i contenuti processuali che ormai si sono delineati, che vedono gran parte degli imputati essere estranei ai fatti loro contestati, ridando dignità pubblica e privata a queste persone che dal 2006 sono sotto "schiaffo" in attesa di un giudizio che li riabiliti agli occhi di tutti - continua il consigliere - questo individuo, ed i suoi mentori e/o sodali non desiderano che ciò accada. Questa ingerenza processuale - è il pensiero di Giovannetti - proviene da persone che probabilmente hanno fomentato le chiacchiere ed il dileggio negli anni precedenti gli arresti, persone legate tra loro da fili apparentemente invisibili che oggi paiono più evidenti».  Fili che sempre il Pdl e Giovannetti riannodano, a loro dire, tirando in ballo, a titolo di esempio, le abitazioni della Cooperativa 167 di via Serraglio e via Lombardia.  «Sindaco Lombardi: ha mai guardato chi fa parte o chi ha fatto parte delle liste dei soci della cooperativa? - chiede Giovannetti - Sa come sono state assegnate e se ci sono o ci sono stati cognomi di personaggi "illustri" della politica locale e di altre Istituzioni dello Stato o loro familiari che a vario titolo poi sono risultati coinvolti nelle vicende processuali? Le risulta che una delle villette sia stata assegnata ad un politico locale di maggioranza?». In sostanza il Pdl adombra, dietro alla vicenda del cd, una serie di rapporti e relazioni, «sicuramente legittimi» premette Giovannetti, tra gli attori della storia pietrasantina degli ultimi anni.  «Stiamo parlando di gravi situazioni locali, tali a nostro avviso da turbare lo svolgimento del processo in corso - conclude il consigliere - lo ripetiamo: è arrivato il momento di fare chiarezza su tutta la vicenda. E spetta al sindaco rispondere alle nostre domande».

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