Sicurezza
«Commercio in crisi? Noi abbiamo finito i soldi»
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Cartelli affittasi in alcune vetrine di Torre del Lago I negozianti torrelaghesi contro Pastechi: noi paghiamo ma decoro e servizi non ci sono
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TORRE DEL LAGO. I commercianti di Torre del Lago non hanno gradito. L'accusa, rivolta loro dall'assessore al decoro Athos Pastechi, di non sapersi organizzare a fronte di una vera e propria emorragia di negozi in paese, ha scatenato subito il contrattacco. «Saremmo ben lieti di partecipare ai suoi corsi di scienza dell'iniziativa - tuonano i commercianti che ironizzano sulle parole di Pastechi - ma prima di ogni altra cosa gradiremmo che ci illustrasse tutte le cose che ha fatto per questo paese dato che sostiene che le ha fatte e bene. In particolare per il decoro, perché a noi pare, guardandoci attorno, che questo non le sia riuscito propriamente bene». I firmatari della lettera aperta indirizzata a Pastechi, insomma, confermano le preoccupazioni finite sui quotidiani alcuni giorni fa, per una frazione abbandonata e maltenuta. Situazione di cui a fare le spese è anzitutto il commercio con un numero sempre maggiore di negozi che chiudono per non riaprire più. «Ci pare di leggere tra le righe - continuano i commercianti - che in pratica dovremmo frugarci in tasca per organizzare delle manifestazioni che ravvivino il nostro paese e di conseguenza il commercio. Il problema, signor assessore, è che ormai le nostre tasche sono vuote a forza di versare i nostro soldi nelle casse delle amministrazioni pubbliche, locali o centrali che siano. I soldi che noi versiamo dovrebbero offrirci in cambio servizi quanto meno dignitosi ma che nella realtà sono pressoché inesistenti». L'accusa rivolta a Pastechi e in generale agli amministratori locali è quella di aver sperperato le risorse senza investire sulla frazione. «Comunque - conclude - se si sente in grado di darci delle giuste risposte alle nostre riflessioni su di lei e sull'amministrazione, e se si sente veramente in grado di darci delle lezioni sulla scienza delle iniziative noi saremmo ben lieti di intervenire».
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