Il dolore
Stangata Ici per alberghi e negozi
Gabriele Dini
Con l'Imu in Versilia previsti aumenti fino al 65%. Categorie sul piede di guerra
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VIAREGGIO. Stangata in arrivo per negozi e alberghi con la nuova Imu anticipata al 2012. Con le nuove regole i fondi commerciali in Versilia potrebbero arrivare a pagare il 65% in più rispetto a quanto pagano adesso con l'Ici. Potrebbe andar "meglio", se così si può dire, per gli alberghi, che dovrebbero cavarsela con un +24%. Comunque vada sarà... un salasso. La manovra del governo Monti non è ancora stata definitivamente approvata ma rischia veramente di risultare un boccone amaro per quasi tutte le categorie di cittadini. Nei giorni scorsi abbiamo visto che i possessori di prima casa potrebbero arrivare a pagare in media 486 euro in più all'anno (poi riducibili tramite bonus). E anche per le seconde case la stangata è praticamente inevitabile. Se per quanto riguarda l'Imu (la tassa che sostituirà l'Ici e che è stata anticipata al 2012) tutto rimarrà come nelle ultime bozze, neanche commercianti e albergatori potranno certo fregarsi le mani. Secondo quanto scritto ieri dal Sole 24 Ore, in Italia, l'Imu potrebbe portare aumenti medi del 90% per esercizi commerciali e uffici e del 42,5% per alberghi e fabbriche. I fattori in campo sono numerosi e molto dipenderà anche dalle decisioni dei sindaci ai quali sarà data la possibilità di aumentare o diminuire dello 0,3% l'aliquota base fissata dal Governo allo 0,76 per cento (o 7,6 per mille che dir si voglia). Una simulazione fatta dal Sole 24 Ore per un albergo a Parma (che con l'Ici pagava 14.525 euro di tassa all'anno) vede l'Imu oscillare tra 11.454,6 se il Comune abbasserà al massimo l'aliquota con un'impennata a 26.395 euro se, al contrario, il sindaco decidesse di far salire al massimo la percentuale. E per la Versilia? Prendiamo due esempi che riguardano Viareggio, dove l'aliquota 2011 per alberghi e negozi era fissata allo 0,7 per cento (la stessa percentuale vale anche per Camaiore). Grazie all'aiuto del commercialista Piero Bellandi, non è difficile effettuare un calcolo (che rimane, comunque una semplice simulazione sottoposta a numerose variabili). Immaginiamo un fondo commerciale con una rendita catastale base da 3192 euro. Con le vecchie norme questa andava rivalutata del 5% arrivando a 3351,83 euro. Considerando un'aliquota allo 0,7% il conto finale per l'Ici fino all'anno scorso sarebbe stato di 797,74 euro. Lo stesso negozio o ufficio nel 2012 potrebbe invece ritrovarsi davanti una cartella da 1319 euro. A far schizzare verso l'alto l'imposta sarebbero essenzialmente due fattori. Prima di tutto la rivalutazione della rendita, che nel caso preso in esame, porterebbe la rendita catastale - che è il valore di partenza per il calcolo - da 3192 a 5107 euro. Poi c'è l'aumento dell'aliquota che sale allo 0,76%. Alla fine la simulazione parla di un incremento dell'imposta del 65,44%. E per gli alberghi? Anche per le categorie del gruppo D (che comprende alberghi e edifici industriali) valgono le stesse regole. Qui l'aumento è reso più contenuto dal coefficiente. Prendiamo un edificio adibito ad albergo che abbia una rendita catastale da 6276 euro. Con le rivalutazioni della rendita previste dal governo Monti questo valore usato per il calcolo salirebbe a 7531,20 euro dando un conto finale Imu per il proprietario da 2861,86 euro a fronte dei 2306 pagati con la vecchia Ici. L'incremento in questo caso risulterebbe del 24,08%. I rappresentanti delle categorie sono già sul piede di battaglia. «In settimana - spiega Alessandro Cerrai di Confesercenti - è già previsto un incontro per discutere di tutte le novità portate dalla manovra». Gli aumenti arrivano in un momento difficile sia per i commercianti, sia per gli albergatori. «Oltre alla tassa di soggiorno - spiega il presidente degli albergatori Beatrice Taccola - ora arrivano anche gli aumenti dell'Ici. Il settore turismo ne soffrirà molto e si rischieranno di perdere molti posti di lavoro».
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