Le carte del processo distribuite all'uscita dalla messa
A Pietrasanta sembra vada di moda regalare e farsi regalare il cd delle memorie giudiziarie del maxi processo, in corso, che vede tra gli imputati l’ex sindaco Massimo Mallegni, ex amministratori e imprenditori locali
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Definirlo un cadeau natalizio forse è un po’ troppo. Sta di fatto che, feste o non feste, strenna o non strenna, va discretamente di moda fra un certo numero di pietrasantini procurarsi, regalare o meglio ancora farsi regalare il cd delle memorie giudiziarie del maxi processo, in corso, che vede tra gli imputati l’ex sindaco Massimo Mallegni, ex amministratori e imprenditori locali. Le strenne, si fa per dire, in realtà, sono due: il cd, “scannerizzato”, con tanto di copertina con su recante i passaggi “fondamentali” della requisitoria del Pm già pronunciata in sede processuale, e il voluminoso plico cartaceo (oltre 160 pagine allegate a verbale presso la Procura di Lucca).
Ma cosa ha spinto il primo “untore”, sempre che si tratti di persona singola e non di un gruppo, a diffondere la documentazione? Intanto diventa complicato, ad oggi, risalire all’autore della prima copia messa in circolazione: il materiale sembra infatti ormai molto diffuso. Chi ha già letto quelle pagine - e ne fa dono, ammiccando, all’amico o al conoscente - dice che «la gente deve sapere com’era il clima in quel periodo. Perché non si ripeta e perché certe responsabilità morali di talune persone, al di là dell’esito processuale, non vanno taciute».
C’è chi dice che nei giorni scorsi sempre i cd siano stati distribuiti davanti ad una chiesa all’uscita della celebrazione della Messa. Fantasie? Piccole verità che si trasformano in leggende metropolitane? Difficile dirlo. E’ certo però che la voglia di saperne di più sugli atti processuali è tanta, quasi morbosa. Nel frattempo, stando ai beninformati, il numero degli “untori” continua a crescere.
Ma cosa ha spinto il primo “untore”, sempre che si tratti di persona singola e non di un gruppo, a diffondere la documentazione? Intanto diventa complicato, ad oggi, risalire all’autore della prima copia messa in circolazione: il materiale sembra infatti ormai molto diffuso. Chi ha già letto quelle pagine - e ne fa dono, ammiccando, all’amico o al conoscente - dice che «la gente deve sapere com’era il clima in quel periodo. Perché non si ripeta e perché certe responsabilità morali di talune persone, al di là dell’esito processuale, non vanno taciute».
C’è chi dice che nei giorni scorsi sempre i cd siano stati distribuiti davanti ad una chiesa all’uscita della celebrazione della Messa. Fantasie? Piccole verità che si trasformano in leggende metropolitane? Difficile dirlo. E’ certo però che la voglia di saperne di più sugli atti processuali è tanta, quasi morbosa. Nel frattempo, stando ai beninformati, il numero degli “untori” continua a crescere.
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