Il Tirreno

Versilia

A Perini commessa da 60 milioni

Corrado Benzio
Il rendering del 69 metri che costruirà Perini per un magnate americano
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Il rendering del 69 metri che costruirà Perini per un magnate americano

Il cantiere ha venduto veliero da 69 metri a magnate Usa della Coca Cola

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 VIAREGGIO. Perini Navi Group chiude l'anno positivamente con la firma del contratto di vendita di una nave a vela di 69 metri, dopo aver venduto due navi a vela da 60 metri la scorsa estate.  Questo nuovo modello, del valore di 60 milioni di euro, il secondo in lunghezza nella flotta Perini Navi dopo il clipper di The Maltese Falcon, sarà consegnato entro il 2015.  La notizia è stata diffusa ieri dall'azienda con grande risalto. Un modo per dimostrare che la nautica viareggina è ancora viva e vegeta.  L'imbarcazione - ideata e progettata dal Gruppo Perini Navi con la consulenza di Philippe Briand - «rappresenta - scrive il gruppo - la massima espressione del design, della tecnologia e della qualità che da sempre caratterizzano l'elevato standing delle navi Perini. Innovazioni progettuali, eleganza e comfort ai massimi livelli sono solo alcuni dei fattori che hanno permesso a Perini Navi Group di distinguersi negli anni e riconfermare con successo il valore del proprio brand, del proprio team e dei propri prodotti».  Il layout degli interni è stato progettato dall'Ufficio Design Perini Navi e sarà curato dagli interior designers statunitensi di PH Design.  La nuova barca è stata ordinata negli Stati Uniti. L'armatore dovrebbe essere il ceo della Coca Cola, insomma uno dei personaggi più importanti d'America.  Il portafoglio ordini del Gruppo, a fine 2011, con 6 unità vendute attualmente in costruzione si attesta a circa 170 milioni.  Inoltre, il Gruppo ha investito per la costruzione in proprio di altri 2 scafi di imbarcazioni a vela di 38 e 60 metri, che potranno essere consegnati entro i prossimi due anni.  L'anno in corso - scrive ancora l'ufficio stampa di Perini - ha visto la consegna della nave a vela Fidelis - decimo esemplare della serie di imbarcazioni da 56 metri - del Motor Yacht Galileo G di 55 metri - secondo esemplare a marchio Picchiotti della serie Vitruvius - e di Clan VIII, quarta unità della serie di imbarcazioni da 45 metri.  «Non sono molte le realtà in grado di costruire imbarcazioni così grandi, a livello mondiale, eppure questo è il comparto che meno soffre per le difficoltà dell'economia internazionale e che continuerà a trainare il settore», dice Giancarlo Ragnetti, amministratore delegato del gruppo Perini, leader nelle navi a vela e da qualche anno anche nei motori con il marchio Picchiotti. Insieme ai cantieri Benetti (Livorno) e Cni (Ancona), Perini contende ai produttori nordeuropei il mercato mondiale.  Perini chiuderà il 2011 con 85 milioni di ricavi (-20%) e 9,4 miioni di Ebitda (erano 13 nel 2010). La flessione è legata al calo degli ordini degli anni scorsi: un problema che, grazie a un portafoglio ordini risalito a oltre 170 milioni, è in via di superamento.  «Il fatturato del gruppo tornerà a crescere già nel 2O12», conferma l'amministratore delegato.  «In questa fase, nonostante la flessione del lavoro, non abbiamo ridotto il personale nè fatto una sola ora di cassa integrazione - aggiunge con orgoglio Ragnetti intervistato dal Sole 24 ore - la qualità dipende dalle persone, per questo abbiamo investito nella costruzione in proprio di altri due scafi di imbarcazioni a vela, di 38 e 60 metri, che potremo consegnare in due anni».

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