Il dolore
Monti sdogana il kebab in centro
Franco A. Calotti
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Il sindaco di Forte Umberto Buratti, accanto le boutique nel centro del paese E le boutique del Forte tremano. Ma a salvarle ci sono gli affitti
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FORTE. Cancellata dalla manovra "Salva Italia". E' questa la fine che rischia di fare la tanto chiacchierata odinanza (di cui si è parlato anche ieri mattina in diretta su Radio24) sul divieto di aprire negozi di kebab in centro a Forte dei Marmi. Un rischio reale legato ai provvedimenti di liberalizzazione delle attività commerciali. Come noto il provvedimento, adottato i primi di ottobre, ha tenuto la scena per giorni e giorni. A livello locale e nazionale. Tanto che perfino la BBC volle fare una chiacchierata radiofonica con il sindaco Buratti, al pari di emittenti svizzere, spagnole, e di un giornalista coreano. La volontà dell'Amministrazione Buratti, peraltro condivisa all'unanimità dal Consiglio comunale, era ed è quella di salvaguardare la tipicità dei prodotti gastronomici locali e nazionali, impedendo l'apertura nel centro storico di ristoranti etnici e di attività di bassa qualità in genere. Tuttavia a cancellare di un solo botto l'ordinanza c'è adesso la manovra "Salva Italia" di Mario Monti: con la liberalizzazione del commercio sarà possibile aprire attività di ogni tipo, dai kebab ai compro oro, dichiarati off limits da tante amministrazioni comunali tra cui quella del Forte. In buona sostanza - e l'allarme è rilanciato dalle vicine città di Firenze e di Carrara - anche i divieti della giunta Buratti potrebbero essere già decaduti riaprendo i giochi nel centro storico della capitale vip della Versilia, costretta adesso a sperare soltanto che gli affitti super dei fondi scoraggino le aperture di queste tipologie di esercizi. La manovra, e questo è il dato che preoccupa, prevede la liberalizzazione delle tipologie di esercizio senza più i paletti delle Regioni e dei Comuni, neppure per quel che riguarda i centri storici. Fin dal '99 Forte si era data una norma che vietava in centro attività come i sexy-shop o le onoranze funebri, tanto per fare qualche esempio, incompatibili con la missione turistica del paese. E con il nuovo Piano delle Funzioni nella primavera di due anni fa era stato reso impossibile aprire, sempre nel centro storico, anche nuove agenzie immobiliari, banche e istituti di credito in genere, internet-point, lavanderie a gettone, attività di vendita di prodotti alimentari mediante distribuzione automatica in locali esclusivi e da ultimo anche negozi di alimentari che vendano prodotti non riconducibili alla tradizione gastronomica e alimentare nostrana. Adesso siamo di fronte ad una vera rivoluzione copernicana che indurrà il Comune a studiare con attenzione la manovra governativa per cercare - ammesso che sia possibile - di arginare la deregulation.
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