Sicurezza
Versilia, la musica è finita
Adolfo Lippi
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Umberto Broccoli per molti anni alla guida di Con parole mie trasmesso da Viareggio Questanno forse andrà a Forte dei Marmi col suo programma Una terra di suoni oggi muta, e Lucca sta scippandoci Puccini
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VIAREGGIO. Hanno chetàto i suoni della Versilia. Era la nostra, una terra di suoni ora solenni ora struggenti. Si andava dalle arie pucciniane alle forti scansioni vocali di attori, qui viventi, come Ermete Zacconi o Vittorio Gassman. Infine c'erano decine di orchestrine e memorabili atmosfere tra la Bussola e la Capannina; per non dire delle notti a villa Gaber sul Montemagno quando l'indimenticato Giorgio schitarrava con Sandro Luporini. Ora tutto appare cheto. In genere io m'occupo di immagini, dalle arti figurative al cinema alla tv. Ma il silenzio, diffuso tra Torre del Lago e il Cinquale, mi raggela. Nemmeno la radio ci riguarda più. Ed invece, per anni, Viareggio e la Versilia furono ospitanti per trasmissioni di largo ascolto. Ce n'era una, in particolare, "Con parole mie" di Umberto Broccoli, scrittore e collega Rai, che per più di 9 anni, dava voce ai personaggi, vivi e defunti, che davano ed avevano dato fama a questa terra. Eppoi raccontava di cultura, gastronomia, canzoni. Ebbene il Comune di Viareggio, che contribuiva con 70mila euro, all'improvviso due anni fa dismise l'aiuto. "Con parole mie" si trasferì altrove, in zone più generose (Torino). Anche la radio, dunque, tace. Ma sia allora consentito protestare e segnare, nel generale degrado, che tanti oggi denunciano (ed hanno mille ragioni), ciò che si va perdendo e diminuisce la fama della Versilia. Che nel dopoguerra si fece scappare il "Festival della canzone" (inventato da Giancarlo Fusco, Aldo Valleroni e Sergio Bernardini). Ed ora, tra poco, si farà perfino sfuggire Giacomo Puccini. Ormai più visitato a Lucca che a Torre del lago. Umberto Broccoli è un uomo importante. Attualmente l'hanno fatto Sovraintendente al Patrimonio artistico di Roma. Dico Roma, mica Canicattì. Dico Roma capitale mondiale dell'arte e dei monumenti più celebrati e celebrati. Broccoli ha in mano, per intenderci, il Colosseo e i Musei Capitolini, ha in mano la via Appia e le fondamentali gallerie nazionali. Senza la sua firma non si scavano le gallerie della metropolitana. Se si oppone, per difendere i giusti vincoli del nostro patrimonio passato, si bloccano i quartieri residenziali del Lazio. Insomma un numero uno. E siccome, però, per nove lunghissimi anni è stato residente all'"Esplanade" di Viareggio, da dove realizzava, per la Rai, una trasmissione assai simpatica, colta, moltissimo seguita, ed ora è, come di incanto, scomparso, lo vado a trovare e cerco di capire il perché di un abbandono che ci priva di un apporto tanto prezioso. Broccoli mi riceve nel suo "cantiere" sublime: il palazzo Lovatelli, a due passi dal Campidoglio. È assieme a Patrizia Cavalieri, sua assistente, professoressa in storia dell'arte, vice Sovraintendente in Roma e anche lei "ex viareggina". Nel senso che era, per metà, l'autrice dei testi del programma. M'accompagna Federico Maschietto, editore ed albergatore al Forte dei Marmi. Eppoi dirò il perché. Broccoli introduce subito un tema, la nostalgia. È struggente la sua nostalgia (con quella di Patrizia) per la riviera. Vi venne giovanissimo con una troupe di cinque-sei persone. E propose al Comune un'ospitalità davvero poco onerosa. In cambio avrebbe realizzato "Con parole mie", fatti e persone del territorio, un canale aperto ore ed ore sulla radio nazionale. Lo ascoltarono con interesse. Allora c'era addetto alla cultura il professor Carlo Alberto Di Grazia, storico sensibilissimo e collega esperto. Capì immediatamente il valore pubblicitario del progetto. Con lui lo capì Beatrice Taccola, dinamica, intuitiva, direttrice dell'hotel "Esplanade". La cosa, dunque, si fece e si fece assai bene. Si leggevano tasti di Enrico Pea e Lorenzo Viani, di D'Annunzio e di Mario Tobino, di Silvio Micheli e di Giosuè Carducci. Si ospitavano celebrità (Marcello Lippi fu inquilino fisso) e gente comune, cavatori, pescatori, bagnini. Si discutevano temi rilevanti, si facevano sentire le arie del Carnevale. Viareggio e la Versilia, in diretta, li vivevi con la vibrante passione di Umberto Broccoli che, in quegli stessi anni, vinceva il premio "Diego Fabbri", il "Premio Montale", il prestigioso "Premio Saint Vincent per la radio". I risultati, poi, c'erano. Intervenivano da ogni parte, venivano da ogni luogo anche perché Broccoli inventava serate speciali; eccezionale quella al teatro di Torre del Lago, con Pippo Baudo, dove per un'intera serata s'incantò l'Italia con Puccini, le radiose melodie, e la Viareggio anni ruggenti. Dice Broccoli: "Viareggio fa parte dei miei più cari ricordi. Con la Versilia abbiamo fatto un lungo tratto di strada". Broccoli è un giovanotto asciutto, ha gli occhi vivaci e lucenti, gli incarichi paiono sprizzarlo, pare un atleta, non è un uomo da scrivania. Ci porta sul terrazzo altissimo del palazzo Lovatelli. Davanti ai nostri occhi sfocia tutta la Roma più cantata, dal Vittoriano al Palatino. Ma quando gli parli di Viareggio un po' si commuove. È stato per tante stagioni sulla terrazza magica del "Principe di Piemonte", lì dove i soli rossi tramontano accecando. Ci potrebbe tornare? L'attuale sindaco, Lunardini, è il responsabile del suo allontanamento. Per settantamila euro, gli disse no. Certo con educazione, con rammarico. Conti in rosso nel bilancio. E tutto l'ambaradan degli eventi che non producono o producono fallimenti finanziari? E tutti i soldi su iniziative che hanno fatto il loro tempo? C'è poi da dire che nessuno, in riviera, ha mai discusso sul "sì" o sul "no" di questa o quella iniziativa. Non c'è dibattito publico sull'andamento della "Versiliana" né sulla stagione pucciniana; per il Carnevale sei costretto a starne alla larga, le decisioni le prendono in due più i carristi. Sul resto? Silenzio, complotti, isolamento. Federico Maschietto che, con me, ascolta Umberto Broccoli gli propone subito un trasferimento a Forte dei Marmi. Ne parla al sindaco di lì. Ne parla ad altri possibili sponsor. Che meraviglia! Però il Forte ha le elezioni. Potranno rispondere con immediatezza? I programi radiotelevisivi non si fanno in quattro giorni. Bisogna allestire le squadre, Broccoli ha un regista, Luca Bernardini, ha una redazione, con Giggi Fazi e Laura Nerozzi, Mimmi Micocci per le teche Rai. Riusciremo a riportare "Con parole mie" in Versilia? Viareggio e Forte, in fondo, sono di medesima pasta. Mica si deve ragionare ancora coi campanili. Ci metto così un peso personale a convincere Umberto. Egli, in Rai, debuttò con me, era un giovanotto di buone speranze, tanto talento, rara profonda cultura. Broccoli, lo vedo, tornerebbe domani a ridare suono, a ridarci i suoni. Riusciranno a rifarci ascoltare una radio almeno decente? Di certo la Versilia è chetata. Drammaticamente. Nessuno rievoca, ad esempio, il maestro Pacini, quello che scrisse settanta opere liriche, divenne famoso con "Saffo", visse una relazione d'amore con Paolina Bonaparte e fondò, proprio lungo il "Burlamacca" una decantata scuola di musica. A lui, altre generazioni, intitolarono il teatro sulla via Regia. A lui, ai giorni nostri, nemmeno s'intitola un ricordo. C'è uno studio, l'ha mecenato Maschietto, per fare su Pacini, un festival. Ma non viene ascoltato. Del resto riflettiamo su quanto sta accadendo su Giacomo Puccini. Da tuto il mondo, New York, Londra, Tokio, Mosca, per assaporare il maestro, drappellano in forze a Lucca, al monumento di Vito Tongiani, alla casa natale. Eppure Puccini a Lucca c'è stato solo bimbetto. A Torre del Lago, dove il maestro scrisse i propri capolavori, non s'alza una nota. Provate ad andarci in una giornata di queste: luoghi bellissimi, lago in decrescita, villa poco illuminata (almeno la conservano!), ma non c'è fasto, non c'è languore, non c'è una ouverture che s'alzi da qualche altoparlante nascosto. L'avessero gli americani un tal paesaggio ed un tale musicista avrebbero fatto almeno un "suoni e luci", allettante, spettacolare. Grazie al cielo possiamo però ancora indignarci indignarci indignarci. Ho fiducia che dall'indignazione accadranno buone novità. Anche nuovi migliori concerti!
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