Il Tirreno

Versilia

Strage, 200mila euro per i danni morali

Donatella Francesconi
<b>LA PROMESSA.</b> Allo stadio, per il primo anniversario della strage
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LA PROMESSA. Allo stadio, per il primo anniversario della strage

È la cifra che il Comune ha pattuito con le assicurazioni. La rabbia dei familiari dei morti

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 VIAREGGIO. Quanto vale il dolore di una città travolta dal sangue di trentadue morti? Duecentomila euro. La cifra «forfettaria» concordata dall'amministrazione comunale, come indicato dall'ufficio legale interno, con le assicurazioni Generali che trattano per conto di Cargo Chemical Srl, Fs Logistica Spa, Rete ferroviaria italiana Spa, Trenitalia Spa, Gatx Rail Austria GmbH, Jungenthal Wagon Gmbh. Aziende italiane (del gruppo Fs) e straniere che vedono dirigenti e addetti indagati nell'azione promossa dalla Procura di Lucca.  La cifra - come svelato dal consigliere comunale del Pd, Andrea Palestini - è quella indicata nella bozza di accordo con le assicurazioni, come da delibera approvata dalla Giunta Lunardini. Che così incassa 2 milioni e 800mila euro di risarcimenti per i danni patrimoniali, cifra che andrà a far quadrare i conti sulla spesa corrente. Nel definire la somma, il Comune precisa di rimanere nel processo che lo vede parte civile. Ma viene fissato il «pagamento condizionato».  Per cui le parti definiscono «l'entità del risarcimento del "Danni non patrimoniali" nlla misura forfettaria di 200mila euro». Con il pagamento «sarà definitivamente tacitata ogni pretesa del Comune, qualcunque sia la ragione, la natura del danno e l'importo della condanna giudiziale, il numero delle persone interessate in ipotesi condannate o che abbiano patteggiato la pena».  Insomma, comunque vada il processo il dolore di una città vale e varrà 200mila euro. «La somma, ove dovuta - si legge nella bozza di accordo - sarà corrisposta al Comune a completa tacitazione dei danni non patrimoniali e comunque del danni residui. Con rinuncia del Comune di Viareggio - a fronte del relativo pagamento - ad avanzare qualsiasi pretesa nei confronti di Generali e della società assicuratrici, nonché delle rispettive assicurate e persone interessate. Così impegnandosi in via definitiva a non intraprendere alcuna ulteriore azione in qualsivoglia sede» con riguardo ai fatti legati al disastro ferroviario del 29 giugno 2009.  I familiari. «Come familiari delle vittime della strage di Viareggio non ci stiamo - si legge in una nota diffusa dall'associazione "Il mondo che vorrei" -. E ve lo abbiamo detto e ricordato durante il consiglio comunale del 28 novembre scorso ed in questi giorni. No, non ci stiamo. Perché questa vostra decisione ci addolora e ci fa male. E dispiace constatare che sia stata approvata proprio dalla giunta Lunardini, quando lo stesso sindaco è stato presente con noi alla manifestazione indetta dalla Cgil: una presenza che abbiamo molto apprezzato. No, non ci stiamo. Perché i nostri cari debbono essere "utilizzati" per ben altre opere, iniziative, proposte. In primo luogo per garantire la sicurezza e tutelare la salute dei cittadini, dei lavoratori e delle lavoratrici nei luoghi di lavoro e sul territorio e, soprattutto, ricordare 32 persone innocenti in ben altro modo. Non certo così. No, non ci stiamo. A subire questi doppi giochi e queste pugnalate per interessi di bottega. A questo punto non ci rimane altro che ringraziare i 16 consiglieri per la sensibilità dimostrata e augurare...Buon Natale!».  I commenti. La scelta dell'amministrazione Lunardini ha provocato commenti durissimi fuori e dentro il consiglio comunale. «Utilizzare i soldi destinati alla strage è una presa in giro ed un'offesa alla nostra città e alle vittime della strage», scrive una nota di Rifondazione comunista. «Clamoroso che siano stati i soldi della strage a salvare la Giunta ed il bilancio cittadino. Un operazione già giuridicamente molto dubbia e discutibile che, sul piano morale, diventa ignobile e grida vendetta», è la posizione di Massimiliano Baldini, per il Movimento cittadini.  «Sopravvivere sulla disgrazie è veramente da vili»: la pensano, così per Fli, Eugenio Vassalle e Bruno Puccinelli.

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