Sicurezza
Fli, centrosinistra e Movimento cittadini allattacco
«Spadaccini è fuori dal Terzo polo» Baldini: tre sonori schiaffi alla città
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Paolo Spadaccini 2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. «L'amministrazione Lunardini approva gli assestamenti di bilancio e assesta tre "sonori schiaffi" alla città, alle vittime della strage e al Terzo polo». Scrive così Massimiliano Baldini, coordinatore del Movimento cittadini: «Niente di nuovo sotto il sole - continua Baldini -: con il voto decisivo di Paolo Spadaccini e dell'Udc di Viareggio, il sindaco Lunardini e la sua "strampalata" maggioranza trovano i 16 voti necessari a sopravvivere e a mantenere le proprie poltrone, seppur ai danni di una città in ginocchio che vive uno stato di degrado ed una crisi economica mai vista fino ad oggi. Politicamente parlando ne esce a pezzi il cosidetto Terzo polo, che di fatto non esiste e vede i suoi rappresentanti andare in direzioni totalmente opposte a dimostrazione del fatto che a Viareggio (come in Provincia di Lucca del resto) l'Udc è la stampella del Pdl. Evidentemente, pur di mantenere gli incarichi per se stessi, si digerisce tutto» Udc nel mirino anche di Futuro e libertà, per bocca di Eugenio Vassale e Bruno Puccinelli: «Non abbiamo parole per il comportamento del presidente del consiglio, Paolo Spadaccini. Tre consigli fa su un documento che riguardava il Festival pucciniano di cui è presidente uscì dal voto per conflitto. Ieri, invece, così non è stato. Eppure dentro le carte dell'assestamento di bilancio c'erano 250mila euro per il Festival. Di una cosa siamo sicuri: non importa aspettare il 16 dicembre per sapere che Spadaccini è fuori dal Terzo polo». Per Rifondazione comunista «l'approvazione da parte della maggioranza consiliare dell'assestamento di bilancio ufficializza la fine della Giunta Lunardini. Se non quella numerica, sempre più risicata, perlomeno quella umana, morale e politica». Sinistra ecologia e libertà interviene così: «Ma possono continuare a governare la città persone prive di scrupoli come queste? La misura è colma: basta!».
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