Il dolore
Omicidio colposo per la morte di Sascha
Luca Basile
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A fianco il parco della Versiliana sotto lingresso della Procura della Repubblica a Lucca La Procura sta interrogando i funzionari pubblici sulla sbarra-killer in Versiliana
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PIETRASANTA. L'ipotesi di reato su cui la Procura della Repubblica di Lucca sta lavorando è l'omicidio colposo. Ipotesi, appunto, visto che di certezze, al momento, intorno alla morte del giovane Sascha Mancini, 20 anni, vittima di un incidente stradale alla guida del suo scooter finito, nell'agosto scorso a notte fonda, contro una sbarra che chiudeva una accesso nel parco della Versiliana, ce ne sono ben poche. E proprio per fare chiarezza su dinamiche ed eventuali responsabilità la Procura della Repubblica ha intrapreso un viaggio a ritroso lungo 30 anni, per intendersi fino al periodo in cui, appunto 3 decadi fa, quelle stesse sbarre furono posizionate nel parco per evitare il caos. Insomma un lunghissimo viaggio a ritroso fra ordinanze, decisioni del sindaco, delibere delle giunte che si sono succedute. Al momento non risultano persone indagate: i funzionari e i dirigenti comunali, del presente e del passato, ascoltati nelle ultime settimane dalla stessa Procura, hanno chiarito, o provato a farlo, ogni aspetto relativo alle modalità di posizionamento e alle caratteristiche delle sbarre volute negli anni '80 fa per regimare il transito di mezzi all'interno della Versiliana, in modo da consentirlo solo alle persone autorizzate. Che poi erano, e sono, coloro con la casa in Versiliana. Che in tutto dovrebbero essere 14. In sostanza la Procura vuole capire se dietro la morte di Sascha ci sia stata negligenza da parte dell'amministrazioe: la sbarra incriminata, abbassata al momento dello schianto, non risultava infatti segnalata o evidenziata con catarifrangenti e altro. La tesi del Comune è nota: la Versiliana non è un strada come un'altra, ma un'area boschiva. Per questo motivo, certificano dal Palazzo, non servivano segnalazioni particolari e non si dovrebbero applicare, nel contesto, i dettami del codice stradale. Premesso questo il parco, dalle 21 alle 7, è off limits a persone e mezzi. Anzi, auto e motori, se non appunto autorizzati, nel parco non possono mai accedere. Di conseguenza Sascha Mancini, con il suo scooter, come hanno ripetuto alla Procura i referenti degli uffici comunali, non doveva trovarsi a viaggiare in quella sede. Di parere completamente opposto il pensiero della famiglia del giovane Mancini che parla di morte evitabile per il povero ragazzo o quanto meno di potenziali conseguenze fisiche meno gravi a causa dell'impatto, se solo la sbarra fosse stata adeguatamente segnalata, a prescindere da quanto contenuto nell'ordinanza di utilizzo dell'intero parco della Versiliana. Tesi agli antipodi su cui, come detto, la Procura sta lavorando per capire se andare avanti con il reato di omicidio colposo - che chiamerebbe in causa il comportamento negligente per la mancata segnalazione e visibilità delle sbarre - o ancora archiviare l'indagine. Staremo a vedere; nel frattempo proprio le sbarre della discordia, alcune settimane fa, sono state rimosse. Decisione, quella presa dall'amministrazione comunale di Pietrasanta, nel contesto della riorganizzazione di una migliore fruibilità e sicurezza del parco, presa anche alla luce dell'incidente in cui ha perso la vita il ragazzo e che testimonia l'inutilità, oramai accertata, di soluzioni di questo genere.
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