Attenzione
«In piazza contro i comportamenti di Fs»
M.A.
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MADRE PER SEMPRE. Daniela Rombi con la foto della figlia Emanuela I familiari chiedono con forza l'incontro con il presidente della Repubblica
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VIAREGGIO. «Mi sembra assurdo che noi che dovremmo cercare di tornare a una vita normale dopo tutto quello che ci è successo siamo ancora qui a protestare per i comportamenti inauditi degli alti vertici delle Ferrovie che ogni volta ci costringono a tornare in piazza». Non riesce a darsi una spiegazione Andrea Maccioni, fratello di Stefania e zio dei piccoli Luca e Lorenzo morti nella strage del 29 giugno, che ieri ha partecipato alla manifestazione, ponendosi a fianco di Riccardo Antonini. «Riccardo per me è sempre stato un punto di riferimento - prosegue Andrea Maccioni - ed è un controsenso che, appena terminato l'incidente probatorio, Mauro Moretti abbia pensato di sferrargli un colpo basso come quello di licenziarlo. A Genova l'ad delle Ferrovie aveva dichiarato di essere alla ricerca della verità. E allora perché allontanare una persona come Antonini che si batte ormai da anni per lo stesso obiettivo?». Adesso la volontà dei familiari delle vittime è quella di incontrare gli alti vertici delle Stato, dopo che il 28 novembre scorso all'inaugurazione della stazione Tiburtina a Roma, il tentativo di parlare con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è stato bloccato dall'intervento delle forze dell'ordine. «Abbiamo chiesto anche l'incontro - spiega Andrea Maccioni - con il neo ministro alle infrastrutture, Corrado Passera. Sicuramente con lui andrà meglio che con Matteoli con cui non c'è stato mai nessun contatto. Noi facciamo tutto questo perché quello che è accaduto a Viareggio non succeda più». Aveva il cappellino dei ferrovieri in testa invece Daniela Rombi, presidente dell'associazione "Il Mondo che vorrei" e mamma di Emanuela Menichetti, vittima del disastro ferroviario a soli 21 anni. «Non molleremo mai in questa partita che è ormai un gioco impari - afferma -: mi volevano zittire, farmi stare tranquilla, a piangere a casa dandomi 480mila euro, perché dicono che questo è il costo di mia figlia. Ma io quei soldi non li voglio. Che li usino per mettere in sicurezza i treni, i binari, le stazioni». È un fiume in piena Daniela Rombi salita sul palchetto allestito di fronte alla stazione. «Moretti dice che da tre anni il bilancio delle Ferrovie dello Stato è in attivo - continua -: facile, con tutti i tagli che vengono fatti e con la scarsa attenzione sulla sicurezza». Le ultime parole sono tutte per Riccardo Antonini. «Riccardo è uno di noi - conclude Daniela Rombi - è una di famiglia, è quello che ha dimostrato in questi due anni e mezzo e non lo lasceremo mai solo».
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