Il Tirreno

Versilia

Picchetti pericolosi: è una certezza nelle carte dell'inchiesta sulla strage

Donatella Francesconi
La cisterna (sul fondo) ed il picchetto di regolazione curve lungo i binari (a sinistra)
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La cisterna (sul fondo) ed il picchetto di regolazione curve lungo i binari (a sinistra)

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 VIAREGGIO. Ma i picchetti di regolazione delle curve dei binari sono pericolosi o no? Alla questione, che torna d'attualità dopo l'intervista di Mauro Moretti, ad di Fs, ad Antonello Piroso nel contenitore domenicale della domenica su La7, ben risponde la relazione tecnica mesa punto dai periti della Provincia di Lucca, che si è costituita parte lesa nel procedimento giudiziario sulla strage di due anni e mezzo fa.  Alle prese con un incidente probatorio che vede i periti di Fs e quelli del gip Silvestri soli contro tutti a sostenere che a squarciare la cisterna carica di gpl non sia stato uno dei picchetti, vale la pena di fare un salto indietro nel tempo. Alla circolare Fs del 28 dicembre 1932. Nella quale si tratta della distanza degli ostacoli fissi dal binario, ed è ispirata dal principio informatore "della incolumità del personale di linea, di quella dei treni e di viaggiatori".  La circolare spunta nelle carte dell'inchiesta perché Alberto Chiovelli, direttore dell'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, la ricorda alla Polfer in una risposta del 13 ottobre 2009. Che cos'è un ostacolo sui binari lo spiega la stessa circolare: ogni oggetto fisso che sporga sopra il piano del ferro. Compresi i picchetti, i quali «non solo altro che spezzoni di rotaia infissi per almeno 35 centimetri in masselli di cemento (fondazione) e sporgenti almeno 5 centimetri al di sopra della rotaia, posizionati sulle curve, ad una distanza di 10 metri l'uno dall'altro e a 1 e mezzo dalla rotaia a cui fanno riferimento». Come si legge nella relazione firmata dall'ispettore capo Angelo Laurino, comandante della squadra di polizia giudiziaria che indaga su mandato della Procura di Lucca.  Lasciamo i binari. Chiunque abbia un bambino che inizia a muovere i primi passi ha ben chiaro il concetto di ostacolo. E le mille misure di sicurezza che si prendono per evitare l'impatto tra lo stesso ed il pargolo. Indipendentemente dal fatto che nella «lettura mondiale» (per dirla cone la parole di Moretti) degli incidenti domestici quel determinato spigolo non abbia mai squarciato alcuna testolina.  Ecco quello di cui si preoccupa la circolare targata Fs e risalente a 79 anni fa: dell'incolumità, leggi sicurezza. Una parola che non usa la circolare datata 2001, quella con la quale Rete ferroviaria italiana (gestore dell'infrastruttura) si impegnava ad eliminare i picchetti, per sostituirli con una metodologia dotata di programmi informatici, «secondo una pianificazione a livello centrale preferibilmente in occasione di rinnovamento». E l'uso della tecnologia alternativa ai picchetti, già diffusa in altre reti ferroviarie - scrive ancora Laurino - «elimina completamente il pericolo costituito dai picchetti».  Perché mai i picchetti dovrebbero essere sostituiti, però, non lo dice solo la Polfer. Nella stessa specifica tecnica di Rfi datata 18 dicembre 2001 si legge che l'obiettivo del superamento dei picchetti è, tra l'altro, anche quello di «tenere sotto controllo i margini tra la sagoma del treno e gli ostacoli presenti lunga la linea...». Eccolo di nuovo, l'ostacolo...Ed eccola la testolina paffuta (cioè la cisterna carica di gpl) che deve essere protetta. Ancor più considerando che nell'atto con il quale il ministero dei trasporti concede ad Fs la gestione dell'infrastruttura (31 ottobre 2000, con passaggio a Rfi meno di un anno dopo) si stabilisce che il concessionario «è obbligato a garantire adeguati livelli e standard di sicurezza (...) anche con riferimento ai nuovi sistemi di sicurezza sulle linee e impianti (...)». Nuovi sistemi come quelli che avrebbero cancellato i picchetti dai binari lungo via Ponchielli.

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