Il Tirreno

Versilia

Anche Fli contro Manrico Nicolai

Matteo Simoni
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Matteo Simoni

Il fratello dell'ex presidente Simoni: ha fallito

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 PIETRASANTA. «Un venditore di fumo che da quando aveva 25 anni vive di sola politica». La Versiliana degli anni '90? «Ruggine, box in lamiera e strutture a rischio crollo».  Parole, pesanti, di Matteo Simoni, consigliere comunale di Fli e fratello dell'ex presidente della Versiliana, Massimiliano Simoni, più volte tirato in ballo, in queste ultime settimane, a margine della situazione economica, pessima a giudizio degli attuali amministratori, della stessa Fondazione. «Trovo veramente ridicolo quanto afferma il segretario Pd Giuseppe Dello Sbarba in merito alla Versiliana. Dov'era nell'estate del 1999 quando gli artisti in Versiliana si cambiavano in arrugginiti box di lamiera? E dov'era quando le varie compagnie di ballo, allora relegate ad esibirsi nel Chiostro di Sant'Agostino, si cambiavano nel parcheggio e tra le statue del Museo dei Bozzetti, perché non ritenute degne di esibirsi nel più grande teatro, ma buone solo per prendere i contributi ministeriali, e quando la Villa era pressoché inagibile e con il tetto a rischio crollo? E dov'era quando la Fabbrica dei Pinoli si proponeva come un ricettacolo di roditori e in completo stato di abbandono e ancora in Versiliana non c'era un teatro permanente, ma solo una struttura rugginosa che veniva montata ogni estate con grandi costi di allestimenti e di affitto? Per non parlare della pineta completamente invasa dall'Ailanto (pianta giapponese), e con centinaia di pini caduti».  «Dello Sbarba parla di un fantomatico buco di 700 mila euro - continua Matteo Simoni - e non vede nemmeno quanto sia cresciuta strutturalmente, arricchendosi, la Versiliana. Oggi in Versiliana c'è un teatro a norma permanente addirittura con il carico neve. E strutture completamente nuove e certificate, un parco reso funzionale e a misura d'uomo, per investimenti tutti pagati e non a chiodo per oltre 5 milioni di euro».  «Il modello Nicolai, era solo virtuale - continua il consigliere - nel recente passato Nicolai è riuscito a portare alla tomba il Festival Pucciniano indebitandolo fino al 2020 con la realizzazione del nuovo teatro e con lo sconsiderato e non giustificato acquisto della Villa Caproni e del locale Porticciolo per la modica cifra di 2,5 milioni di euro. Oggi il Festival lirico ha un rateo mutui annuo pari a a 1 milione e 400 mila euro. Come garantisti lasciamo perdere la condanna alla Corte dei Conti e aspettiamo i tre gradi di giudizio prima di pronunciarci - precisa Matteo Simoni - oggi il Pucciniano è un Parco di sculture, vero, pagate con i soldi pubblici quando non ci sono neppure i soldi per pagare i dipendenti. Lo sa il segretario del Pd che Nicolai, nel 2008, aveva commissionato 2 opere anche al maestro Mitoraj per un valore di 165 mila euro, non avendo neppure i soldi per pagare l'orchestra? Vorremmo sapere se ha mai rischiato qualcosa di suo visto che è dal 1978 che vive di pubblica amministrazione. Gli amici del Pdl lo hanno definito una "faina", noi riteniamo che sia più una volpe, perché riuscire a vivere fino ad oggi di politica non è cosa da tutti. Si, "Manrico è proprio l'uomo giusto", ma solo per il Partito Democratico». L.B.

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