Il Tirreno

Versilia

«No alla tassa sulle barche estere»

«No alla tassa sulle barche estere»

Stefano Maggi dell’agenzia marittima “Yacht Borker” che gestisce la banchina Fucile, per quanto riguarda l’applicazione della tassa alle imbarcazioni battenti bandiera non italiana parla di "vessazione sbagliata"

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Tassa sul lusso, nella manovra del governo Monti, barche comprese. Dal primo maggio 2012 «le navi ed imbarcazioni da diporto nazionali ed estere, che stazionino in porti marittimi nazionali, navighino o siano ancorate in acque pubbliche anche se in concessione a privati, sono soggette al pagamento della tassa per ogni giorno o frazione di esso». Nella misura di: 7 euro giornalieri per le imbarcazioni da diporto tra 10,01 metri e 12 metri di lunghezza; 12 euro da 12,01 a 14 metri; 40 da 14,01 a 17 metri; 75 da 17,01 a 24 metri; 150 da 24,01 metri.

La tassa «è ridotta al 50% per le unità da diporto che si trovino in un’area di rimessaggio in secco». Stefano Maggi dell’agenzia marittima “Yacht Borker” che gestisce la banchina Fucile, per quanto riguarda l’applicazione della tassa alle imbarcazioni battenti bandiera non italiana parla di «vessazione sbagliata che finirà per mandare via le barche dai porti italiani. Barche che d’inverno vengono per fare i lavori e già si adattano al mercato italiano e a tutte le spese previste, compresa l’accisa sul gasolio che comporta costi altissimi. Conosco tanti comandanti e armatori stranieri e so bene come la pensano...».

Dal ragionamento sul provvedimento del Governo a quello sul porto di Viareggio è un attimo: «Il nostro non sarà mai un porto turistico - argomenta Maggi, da trent’anni nel settore -: la nostra ricchezza è poter offrire tutto quanto serve alla barca che, d’inverno, si ferma per le manutenzioni. Non possiamo far diventare il nostro porto un parcheggio, assicurando gli stessi posti agli stessi clienti che fanno i lavori ogni cinque anni perché questo è il tempo previsto per legge...Io credo che si debba lavorare sul serio per poter fornire a chi ha bisogno dei servizi del porto il massimo possibile...Chi non ne ha bisogno, però, vada altrove».

Tenendo conto che la domanda di ormeggio, ormai, «è superiore all’offerta». Ma proprio perché Viareggio offre manodopera e competenza: «E solo così la Darsena può fare da moltiplicatore di economia».

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