Moretti in tv: la verità è quella del gip
Donatella Francesconi
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FACCIA A FACCIA. Mauro Moretti, ad di Fs con Daniela Rombi alla festa del Pd di Genova L'amministratore delegato di Fs parla del disastro del 29 giugno 2009
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VIAREGGIO. «I familiari, secondo me, naturalmente hanno un lutto enorme e come tutti i lutti devono essere rispettati. Ma questa cosa è stata posta come mia responsabilità...». Mauro Moretti, ospite di Antonello Piroso su La7 nel pomeriggio domenicale, parla del disastro ferroviario di due anni mezzo fa a Viareggio. Una partita che, dalle parole dell'amministratore delegato di Fs, sembra chiuso con l'esito dell'incidente probatorio. Al giornalista, volto noto della mattina de La7 approdato alla prova del contenitore domenicale, Moretti fa notare: «Lei parla di accusa e difesa: nel frattempo c'è stato un incidente probatorio che non è più possesso né dell'accusa né della difesa: c'è un giudice, il gip che ha nominato dei periti. E i periti hanno detto quello che secondo loro è. I periti si sono espressi e rispetto alle parti è quello che deve giudicare. Se tutti vogliamo la giustizia non è che la fanno le parti, la fa il giudice. I periti hanno valutato le cose, hanno letto tutte le carte, hanno detto che la causa del deragliamento è l'asse e quella della rottura della cisterna è la zampa di lepre (un pezzo dello scambio, ndr). Che ha un forza-resistenza tale, secondo i periti del gip e secondo i nostri periti, che questo è stato. C'è un incidente probatorio che ha definito questo». Non c'è un processo, però. E c'è, invece una Procura - quella di Lucca - al lavoro con tutte le forze messe fin qui in campo. Una Procura convinta dei risultati delle indagini condotte dalla Polfer e della relazione del proprio perito, ingegnere Paolo Toni: a forare la cisterna carica di Gpl è stato un picchetto di regolazione della curve. Uno di quei picchetti che Rete ferroviaria italiana (società del Gruppo Fs) con una circolare interna aveva indicato di eliminare ogni volta che sui binari venissero fati lavori significativi. Nove anni dopo, i picchetti sui binari della stazione di Viareggio erano ancora lì. «Io non avevo notizia della circolare - spiega in tv Mauro Moretti - perché non riguardava la sicurezza. Quella circolare diceva che, in futuro, si tratta di rinnovare il binario, rimuovete i picchetti e mettete i sistemi automatici di rilevazione. Non c'era riferimento alla sicurezza e non è mai successo al mondo...non c'è letteratura mondiale in termini del problema che è stato detto». La Procura di Lucca su questo punto ha le idee chiare. E sarà il processo a stabilire se lungo la linea ferroviaria teatro del disastro siano stati messi in atto, a parte di ferrovie, tutti gli accorgimenti tecnici necessari a scongiurare quanto accaduto. E quanto sarebbe potuto accadere se altre cisterne di fossero squarciate. Perché nella vicenda giudiziaria che ripercorre i fatti che hanno portato a quella maledetta notte c'è un'unica certezza: che il processo non è ancora iniziato. Alla domanda se abbia mai incontrati i familiari delle 32 vittime (ma nel conto vanno messi i feriti e tutti coloro che hanno perso beni e affetti) Mauro Moretti risponde la verità: «Non li ho mai incontrati...». Poi subito si corregge: «Li ho incontrati anche ultimanente a Genova, in condizioni non ottimali». Ed il riferimento è alla festa del Partito democratico e alla contestazioni che l'ad di Fs ha subito da esponenti del movimento No Tav e dai comitati dei pendolari liguri. Ad incalzarlo è uno dei giornalisti presenti in studio: «In un quarto d'ora che sta parlando di Viareggio - fa notare. non ha avuto la sensibilità di ricordare 32 morti». Da qui a ricordare «lo spiacevole episodio», in riferimento alla strage di Viareggio parlando in un'audizione al Senato, il passo è breve: «Quella frase - argomenta Moretti - era nella risposta ad un sentaore che mi aveva chiesto come sta andando la sicurezza delle ferrovie. La sicurezza, a parte quell'espisodio lì che ho chiamato spiacevolissimo, sta andando bene in termini statistici perché stiamo scendendo del più del 100% rispetto a qualche anno fa».
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