Il Tirreno

Versilia

«Nicolai? Deciso ad agosto»

Luca Basile
Manrico Nicolai, neodirettore generale della Versiliana
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Manrico Nicolai, neodirettore generale della Versiliana

Il Pdl insiste contro la nomina: era tutto scontato

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PIETRASANTA. Il rito della busta chiusa, che tanto piace al Pdl, torna ancora una volta di moda nella querelle politica quotidiana fra maggioranza e opposizione a Pietrasanta. Nel caso in questione la previsione sul nome del nuovo direttore generale del festival della Versiliana porta la data, come da timbro postale, del 24 agosto scorso. Un giochino sulle nomine che il Pdl ha inaugurato fin dai primi giorni della giunta Lombardi nel 2009.  «E nella busta avevamo indicato come vincitore lo stesso Manrico Nicolai, già presidente della Versiliana dal ritorno del centrosinistra al governo. Direi che anche questa volta ci abbiamo preso: era già successo per le nomine legate alla dirigenza dei servizi per il territorio e al consulente dell'urbanistica - ma con flop sul fronte del concorso legato al Comando Vigili, questo va ricordato, ndr - aggiungendo che l'amministrazione comunale sta scientificamente pianificando l'occupazione di vari incarichi contro ogni regola di trasparenza. Certo - afferma Alberto Giovannetti a nome del Pdl - non potevamo sapere che il sindaco Domenico Lombardi, sempre così attento a parole alla forma, si sarebbe rimangiato i suoi stessi impegni presi con la città. Non aveva detto, forse, che la nomina del direttore sarebbe infatti passata attraverso un bando? E invece niente da fare, incarico diretto e tanti saluti, forse perché un bando avrebbe confinato agli ultimi posti in graduatoria, fra tanti potenziali candidati, proprio Manrico Nicolai».  In realtà il bando, come la nomina diretta erano a discrezione dell'amministrazione comunale.  Il problema è che Nicolai passa da presidente a direttore generale perchè la nuova legge taglia-costi (della poliitica) aveva stabilito che ai presidente delle Fondazioni non toccava un euro. E così si è inventata questa carica da 30mila euro l'anno per soddisfare l'esigenza dello stipendio.  «La verità - Giovannetti insiste sul fronte della «ineluttabilità» della nomina - è che l'epilogo di questa storia era noto a tutti: ne prendiamo atto, così come prendiamo atto che sempre Lombardi ha ignorato la via della selezione pubblica anche per l'indicazione del presidente Dianora Poletti, nomina squisitamente politica in quanto Poletti, nonostante le rassicurazioni del nostro Sindaco, è persona legata al centro-sinistra, pur senza avere avuto, in passato, incarichi ufficiali.  «Abbiamo presentato un'interrogazione per prendere visione dello statuto modificato della Fondazione - ad oggi non è stato possibile vederlo- e ancora per capire come si è arrivati alla nomina diretta di Nicolai. Sulla questione chiediamo un intervento anche da parte della Banca di credito cooperativo, socio prioritario. Ci attendiamo chiarezza sugli iter voluti e portati avanti dal Comune e poi avallati dal cda della Fondazione».  Giovannetti che poi punta l'indice contro il presidente Poletti e il suo staff a margine della vicenda legata all'ex presidente Massimiliano Simoni.  «Prima di valutare se fare o meno una causa civile con richiesta danni contro Simoni, farebbero bene - conclude l'esponente del Pdl - a prendere nota di quello che hanno ereditato dal precedente cda: la Villa ristrutturata, un nuovo teatro, la Fabbrica dei Pinoli, strutture all'avanguardia, camerini per gli artisti. E magari ripensare a quello che lo stesso Manrico Nicolai, a fine anni '90, aveva lasciato ai suoi successori».

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