Sicurezza
La donna era stata dimessa dallospedale e trasferita nella struttura dove è deceduta il giorno successivo
Muore nella Rsa: «Non l'hanno curata»
I parenti di un'anziana: ci hanno anche impedito di accudirla mentre era in agonia
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CAMAIORE. Un'anziana viene mandata dall'ospedale in una residenza per anziani dove muore il giorno successivo. E i familiari della donna accusano: «Nella struttura non è stata curata a dovere e ci hanno impedito di assisterla nelle sue ultime ore». Una donna di 85 anni con un gravissimo problema di salute che le impedisce di mangiare e di bere. Il 17 novembre viene operata e dopo 3 giorni viene trasferita in una Rsa versiliese. Impossibile continuare a tenerla in ospedale, così come è impossibile darle le cure di cui ha bisogno a casa. La mattina dopo il suo arrivo nella residenza per anziani la donna muore. Un caso delicato che, nella sua tragicità, fa capire come a volte per i familiari dei malati cronici sia difficile aiutare i loro cari. La signora protagonista del drammatico fatto, come raccontano i familiari, aveva una broncostasi che le impediva di nutrirsi autonomamente. Così il 17 novembre è stata operata per l'iserimento di una Peg, cioè una sonda che permette la nutrizione artificiale. «Secondo il reparto - raccontano ancora i parenti - la nonna non poteva essere curata a casa perché era necessaria la presenza costante di un'infermiera in grado di aspirarle il catarro, di gestirle la Peg e il catetere per l'urina. Conseguentemente a ciò, sotto consiglio medico, abbiamo attivato il Ritu, per avere il tempo necessario per organizzare un'assistenza domiciliare. Lunedì 21 novembre verso le 16.30 la nonna veniva trasportata dall'ambulanza (previo pagamento di 30.00 perché non residente nel Comune) all' Rsa. L'indomani alle 8.20 i miei genitori, con apprensione, volevano consegnare alla caposala quanto richiesto la sera precedente e stare con la nonna». Applicando il regolamento la caposala non avrebbe fatto accedere i familiari alle camere facendoli attendere fino all'ora del passo. «Quando i miei sono giunti nella stanza - raccontano i parenti - gli si presentava davanti un quadro straziante. Dove era l'assistenza infermieristica costante di cui aveva bisogno e che ci era stata garantita? Ci era stato detto che in caso di emergenza avrebbero contattato subito i soccorsi e i familiari, e allora perché non è stato chiamato il 118 e perché la caposala ha impedito di andare dalla nonna visto che stava morendo? Lei avrebbe voluto morire a casa ma così non c'è riuscita». I responsabili della struttura, contattati, smentiscono la ricostruzione dei familiari. «Non possiamo fornire dettagli per via della privacy - spiegano - ma ci sono certificati e documenti che dimostrano che tutto il possibile è stato fatto. In sala c'era anche un medico».
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