Il dolore
Fli sfodera la "sciabola" e lancia Micheli
Marco Pomella
L'ex assessore, dopo l'abbandono del Pdl, si candida a sindaco
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CAMAIORE. «Sarà una campagna elettorale di sciabola, non certo di fioretto». Parte con una grande carica Riccardo Micheli, candidato sindaco di Futuro e Libertà. E con le idee chiare. «Rivogliamo portare i cittadini nel Palazzo. La mia lista elettorale sarà composta per due terzi dalla società civile». La scelta ormai è ufficiale. Lo sfidante di Alberto Matteucci (per il centrodestra, compreso Udc) e Alessandro Del Dotto (centrosinistra), senza dimenticare gli outsider Fabio Pezzini e Francesco Ceragioli, si chiama Riccardo Micheli. Sessantuno anni, sposato e con un figlio, da sempre attivo nel commercio, Micheli è stato assessore nel primo e per metà del secondo mandato Bertola, con deleghe al commercio, alle attività produttive, al demanio, all'artigianato, solo per citarne alcune. La sua attività politica nasce negli anni'80, nella Dc, ma è tra i fondatori a Camaiore di Forza Italia. Poi l'esperienza accanto al sindaco Bertola, che lo volle in giunta in entrambi i mandati, fino al settembre dello scorso anno quando, con uno strappo, si dimise da assessore e successivamente abbandonò il Pdl. La scelta programmatica è chiara. «Lasceremo spazio alle istanze delle categorie economiche e dei cittadini. La nostra sarà una politica del rigore: basta sprechi della cosa pubblica, basta moltiplicazione di incarichi e poltrone. E addio sogni di grandi opere: qui c'è da pensare a chi non arriva a fine mese». Il programma nascerà dal confronto con la cittadinanza, così come la lista. «Sarà un'unica lista di Fli - spiega Micheli - formata per un terzo da gente con esperienza politica, il resto da cittadini che sposeranno il nostro progetto elettorale». Anche gli esempi che porta sono lampanti: «Possibile ci sia bisogno di un'assessorato alle tradizioni culturali, uno alla cultura e un ente culturale? O che ci sia un assessorato del commercio slegato da quello del turismo, con la giunta di un consorzio turistico?». Previene le critiche, e mette le mani avanti. «Mi diranno che fino ad ora ho sostenuto chi è al governo di questa città. Io dico che abbiamo lavorato splendidamente durante il primo mandato Bertola. Ma non c'è mai stato un secondo mandato di Giampaolo, ma un primo mandato Matteucci. Nella seconda fase l'amministrazione ragionava con logiche di partito, non sulla base delle necessità della gente. Per questo sono andato via. L'emblema del primo Bertola è il pontile, quello del secondo Bertola (o primo Matteucci) è quel tubo che perde acqua in piazza (la fontana detta "billorone", ndr)». Micheli annuncia che la sua campagna elettorale sarà fatta strada per strada, con comizi vecchio stile, ma anche con l'aiuto di internet. «Del resto tutti i cartelloni pubblicitari - dice - sono stati prenotati un anno prima dal democratico Pdl. Spero ci siano tanti confronti pubblici tra tutti i candidati». Non ha il timore si scatenare l'effetto Pietrasanta dove un centrodestra spaccato ha spalancato le porte alle sinistre? «In questo centrodestra non ci riconosciamo, ragiona come una monarchia», tagliano corto. E in caso di ballottaggio? «Al ballottaggio ci andiamo noi. In caso contrario guarderemo solo i programmi». A dare manforte a Micheli sono intervenuti Massimiliano Simoni, vice coordinatore vicario, Giulio Battaglini, coordinatore provinciale, e il consigliere Sandro Frugoni.
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