Gioco
Entro venti giorni un nuovo consiglio. Le opposizioni: vogliamo le scuse
Mozione e lettera alla prefettura sull'espulsione del consigliere Cosci
Luca Basile
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PIETRASANTA. Scuse pubbliche e coda, "velenosa", nelle sedi preposte, leggi Prefettura e Procura della Corte dei Conti. L'espulsione, vera o presunta a seconda di chi la racconta, del consigliere comunale del Pdl Andrea Cosci, dalla seduta a palazzo di lunedì scorso dedicata alle variazioni di bilancio, si arricchisce di nuovi capitoli. «Giovedì scorso abbiamo protocollato una mozione sull'argomento che, da regolamento, dovrà essere discussa, in un consiglio monotematico, entro 20 giorni. Mozione che impegnerà il sindaco Domenico Lombardi e il presidente Guido Lucchetti a convocare una commissione bilancio allargata ai capigruppo una volta al mese e una conferenza dei capigruppo contestualmente all'arrivo di comunicazioni da parte della Corte dei Conti» certificano le minoranze in consiglio comunale. L'opposizione, dilaniata da un anno e mezzo a questa parte da polemiche, veleni e divisioni, torna, per la prima volta coesa e compatta nel presentare una mozione. La firmano tutti: da Marchi a Giovannetti, fino a Marchetti, Spina ed Alessandrini. Il fronte del centro-destra, quanto meno per l'occasione, si riscopre unito. «La mozione è stata inviata a Prefettura e Procura della Corte dei Conti per le valutazioni del caso - affermano - Quanto subito da Cosci, accompagnato fuori dalla sala consiliare da un vigile su richiesta del presidente Lucchetti solo perché aveva chiesto di leggere un documento, merita, quanto meno, un epilogo dignitoso con le scuse, pubbliche ed ufficiali, di Lucchetti e del sindaco Domenico Lombardi, allo stesso Cosci». «La verità è che la maggioranza, Sindaco in primis, avrebbe potuto dimostrare di essere veramente per il confronto e la trasparenza come ripete in ogni occasione possibile, dicendo sì alla lettura di quel documento. E invece - continuano dal centro-destra - adesso sono costretti a convocare un consiglio ad hoc con spese ulteriori a carico della comunità e discussione degli argomenti in modo ampio e dettagliato». Il gruppo consiliare del Pdl parla «di scelta politica miope, quella del no al documento. A nostro avviso, fra l'altro, sono venuti meno alcuni presupposti del regolamento, nel momento in cui è stato chiesto l'allontanamento del consigliere Cosci. Ma su questo farà i dovuti approfondimenti il soggetto preposto, che riteniamo sia il Prefetto». Tesi quelle a firma dell'opposizione, contestate, più o meno segretamente e furiosamente, da pezzi della maggioranza: e c'è già chi sarebbe pronto, a palazzo, a ricorrere alle carte bollate. «Una presa di posizione che non ci sorprenderebbe: da tempo sentiamo sventolare lo spauracchio della querela. Un clima di intimidazione preventiva - spiegano Cosci, Bernardi e Giovannetti - che non accettiamo e che, pubblicamente, denunciamo. Siamo consiglieri comunali regolarmente eletti dalla cittadinanza ed esercitiamo il nostro diritto dovere di controllo».
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