Sicurezza
Il San Camillo scommette sul privato
Valentina Landucci
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Lingresso del San Camillo Bilancio ancora in perdita ma la Fondazione non taglia gli investimenti
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FORTE DEI MARMI. Un bilancio 2011 che chiuderà con un passivo di circa un milione e 400mila euro a fronte di interventi di risanamento - tra pagamenti e estinzione di debiti - per 24 milioni (7 dei quali andati a liquidare le fatture dei fornitori) a cui si aggiunge un altro milione di euro investito sul rinnovamento e il potenziamento dei servizi. I conti della casa di cura San Camillo non possono ancora dirsi in salute ma il consiglio di amministrazione di giovedì scorso ha individuato strategie di rilancio e progetti perché l'ospedale non solo superi le difficoltà ma continui a crescere, soprattutto nel settore privato visto che per il pubblico - cioè quello legato ai servizi in convenzione con le Asl - sono in previsione dei tagli dovuti alle minori risorse per la sanità a disposizione della Regione. I numeri. Conti e strategie sono stati illustrati dal direttore Thomas Schael, alla giuda della struttura da soli 5 mesi. La situazione di partenza era decisamente critica sotto il profilo debitorio ma l'ingresso - nella gestione e nella proprietà - della Fondazione San Camillo ha segnato la svolta. «Le scelte erano due - spiega Schael - ridurre le attività e tagliare sul personale o investire per crescere». La Fondazione ha scelto la seconda strada. E quest'anno il bilancio si chiuderà con oltre 19 milioni di ricavi - derivanti in gran parte dalle attività effettuate in convenzione con il Servizio sanitario nazionale - e oltre 20 milioni e 600 mila euro di oneri. Per risparmiare, già quest'anno, la Fondazione ha deciso la chiusura di uno dei quattro piani della degenza, ma ha fatto salvi i dipendenti del San Camillo addirittura provvedendo a stabilizzazioni di contratti e nuove assunzioni. Ulteriori contrazioni dei costi di gestione (vedi quelle per le consulenze) sono previsti anche nel corso del 2012. «L'obiettivo - spiega Schael - è il pareggio di bilancio in due anni. Quindi nel 2012 abbiamo preventivato una perdita di esercizio intorno agli 800mila euro, cirfa la metà di quella di quest'anno». Le strategie. La crecita del San Camillo per la Fondazione passa da due tipi di interventi. Il primo riguarda il settore privato. «Vogliamo incrementare del 50% - spiega Schael - le prestazioni nei confronti dei pazienti solventi e assicurati e in questo periodo stiamo lavorando per attivare convenzioni con le principlai assicurazioni toscane e nazionali. In proposito stiamo rivedendo il tariffario 2012». La seconda strada da percorerre riguarderà l'allargamento del bacino di utenza del San Camillo «che guarda in particolare - continua il direttore - ai pazienti che vengono da fuori Regione sia con il Servizio sanitario nazionale che paganti». Gli investimenti. La necessità di contenere i costi non si tradurrà nella sospensione degli investimenti (circa 900mila euro già in bilancio). Dai prossimi giorni cominceranno i lavori all'edificio storico del San Camillo: l'area del poliambulatorio dove saranno realizzati una nuova sala di attesa e un'accettazione per i pazienti paganti, un doppio ascensore (per il quale sarà necessario sospendere le attività del poliambulatorio tra il 24 dicembre e il 9 gennaio), una stanza per i pazienti in attesa di ricovero e - nell'ala opposta - l'area destinata a ospitare il centro diurno «molto attesa dal Comune - spiega Schael - rispetto alla quale mancano ancora le necessarie intese con le associazioni per i costi di gestione». Non mancheranno investimenti anche in infrastrutture telematiche e quelli sui reparti di degenza, anzitutto ortopedia uno dei punti di forza della casa di cura.
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