Il Tirreno

Versilia

Il caso Versiliana. In ballo 700mila euro di buco di bilancio lasciati in eredità ai nuovi amministratori

Debiti, Poletti chiede il conto a Simoni

Luca Basile
<b>L&#146;ARENA.</b> In Versiliana vanno in scena le polemiche politiche
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L’ARENA. In Versiliana vanno in scena le polemiche politiche

La Fondazione pronta a un'azione risarcitoria contro il vecchio cda

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 PIETRASANTA. Non c'è pace sulla Versiliana. In questi giorni di aspre polemiche politiche intorno alla nomina a direttore generale di Manrico Nicolai, a far discutere sono anche alcune questioni finanziarie legate alla Fondazione. Il consiglio di amministrazione e il neo-presidente Dianora Poletti, sono infatti chiamati, proprio in questi giorni, a decidere se ricorrere o meno in sede civile, con annessa richiesta di risarcimento danni, nei confronti del precedente cda. Per intendersi quello presieduto da Massimiliano Simoni.  Il nodo del contendere è noto: quella perdita di bilancio, «un buco vero e proprio» sostengono dal palazzo, superiore ai 700 mila euro, eredità finanziaria pesante che Fondazione, Banca di Credito cooperativo e Comune oggi sono obbligati a ripianare.  Il bilancio - co il relativo buco - come prevede la normativa è stato inviato dal Comune, socio della Fondazione, alla Prefettura per le valutazioni del caso. Ma all'iter burocratico ordinario potrebbe ora affiancarsene un altro. Un secondo binario sul quale si starebbe muovendo, come detto, il consiglio di gestione, o cda che dir si voglia, della stessa Fondazione Versiliana. L'idea è quella di dare il via ad un'azione di responsabilità nei confronti di Simoni & co in sede civile, con i libri contabili portati in tribunale e conseguente dibattito.  Opzione su cui si discute, ma su cui ancora persistono perplessità: fra i soci c'è infatti chi spinge per una richiesta danni e chi, invece, non vorrebbe addentrarsi nel tritatutto dell'iter in sede civile. Non bisogna fra l'altro dimenticare che una causa di questo genere vedrebbe tirato in ballo non solo Simoni, ma tutto il precedente cda, ex referenti di banca e amministrazione comunali inclusi. Per un conseguente contenzioso, che andrebbe ad incidere, se ravvisate precise responsabilità, sul portafoglio personale dei diretti interessati, per diverse centinaia di migliaia di euro.

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