Bocciato il progetto di Varia e soci per il porto di Carrara
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Limprenditore Stefano Varia 2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. «La burocrazia ha avuto il sopravvento, a danno delle imprese e del territorio». Non usa mezzi termini il costruttore viareggino Stefano Varia per commentare l'escusione del suo progetto per il porto turistico di Carrara. Una delle tante bocciature visto che la conferenza dei servizi, riunita ieri a Palazzo civico a Carrara, ha dichiarato inammissibili tutti e sette i progetti di porto turistico. Perchè prima serve la pianificazione: in sostanza non si può pensare al porto turistico in mancanza del piano regolatore portuale. Una bocciatura di massa, non certo indolore. Ci sono stati attimi di tensione in Comune, fra i progettisti della società Michelangiolo e l'assessore Vannucci. E intanto si annuncio di una triplice battaglia legale. «Gli enti locali - spiega Vannucci - hanno scelto un'altra strada, ossia di fare l'accordo di pianificazione e di affidare alla Port Authority il piano regolatore del porto (la bozza il 19 dicembre sarà sottoposta al Comitato portuale) che detterà le regole per il porto turistico. I privati sono andati avanti per conto loro, nessuno poteva impedirgli di presentare i loro progetti, ma per noi la pianificazione è preminente: il decreto Burlando non è applicabile se non c'è prima questo passaggio fra gli enti». Una spiegazione che non accontenta il costruttore viareggino. Il progetto di Varia per il porto turistico di Marina di Carrara, presentato attraverso un'associazione temporanea di impresa con Agnese costruzioni e Cantieri navali della Spezia, è stato come gli altri dichiarato inammissibile. «Chiederemo l'accesso agli atti - annuncia - per leggere nero su bianco i pareri dell'avvocatura di Stato. E, soprattutto, per capire in che modo è stato posto il quesito da parte degli enti locali». Varia, che ha annunciato il ricorso alle vie legali, contesta il modo di agire della Conferenza dei servizi: ossia la «fretta di chiudere tutte le pratiche». «Noi avevamo chiesto espressamente che l'Autorità portuale e i comuni di Massa e Carrara, sospendessero le procedure, in attesa dell'accordo di programma, come previsto peraltro dalla legge Burlando - spiega Varia - E, invece, c'è stata la conclusione della Conferenza dei servizi, con la dichiarazione di non ammissibilità». «Si sono attaccati a un cavillo - continua - al fatto che al Burlando non si puà applicare in assenza del piano regolatore. Qui siamo invece in difformita del piano, perchè uno, di fatto, esiste già. Ma la volontà politica di stroncare tutti i progetti è grave». «Adesso - conclude - ci chiedono di buttare alle ortiche tutto quanto abbiamo speso in termini di risorse ed energie, ma perchè non hanno dichiarato subito inammissibile il progetto Caltagirone?»
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