Sicurezza
Lex sindaco Larini: quel sito era edificabile dai tempi in cui il segretario Pd Torre era in maggioranza
«Anche la sinistra voleva costruire alla Baccanella»
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BACCANELLA. Il cantiere 2 MINUTI DI LETTURA
MASSAROSA. Continua il rimpallo di responsabilità sulla paternità dell'intervento sulla Baccanella di Quiesa. Dopo l'archiviazione dell'indagine che vedeva coinvolti i vertici della passata amministrazione, e l'intervento del segretario del Pd Antonio Torre che scarica la responsabilità di tutto sul centrodestra, interviene di nuovo l'ex sindaco Fabrizio Larini. «Quel sito - dice - era edificabile dai tempi in cui Torre era in maggioranza». Larini definisce «reazione isterica» l'intervento dal segretario del Pd Torre. «Le sue parole - dice - sono la cartina di tornasole del malessere che circola all'interno del Pd. L'Italia non è un paese comunista - si sfoga Larini - ma un paese di diritto, dove la giustizia si forma nelle aule dei tribunali e non attraverso le facili illazioni o la politica giustizialista e da bar, che ha costituito il baluardo del Pd nei 10 anni di opposizione alla mia amministrazione». Larini continua a prendere le distanze dalla lottizzazione che ha portato alla costruzione (mai ultimata in realtà) di quelle 20 villette. «Quel sito era edificabile. La variante urbanistica di tutela e salvaguardia approvata dall'amministrazione di centrosinistra, di cui anche Torre faceva parte, confermava in toto le potenzialità edificatorie di quel lotto contenute nel vecchio piano di fabbricazione. Con quel provvedimento, Torre & C., se ritenevano di vietare lo sviluppo urbanistico dell'intervento della Baccanella, avrebbero potuto farlo, avevano in mano la maggioranza del consiglio, e invece non si sono degnati nemmeno di diminuire i volumi, cosa che invece noi abbiamo fatto. Molto probabilmente Torre, nel momento in cui alzava la mano destra per confermare la totale edificabilità della Baccanella pensava che successivamente, con la mano sinistra, l'avrebbe impedito». Larini poi ammette, come del resto negli ultimi anni ha sempre fatto, che quella lottizazione non piace neanche a lui. «L'ho sempre definita una grossa ferita al territorio».
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