Il Tirreno

Versilia

Il risultato delle analisi dell’Arpat, proseguono i controlli

Sos mare inquinato

Francesco Bertolucci
Il mare di fronte al centro di Viareggio: sul fondale c’è troppo mercurio
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Il mare di fronte al centro di Viareggio: sul fondale c’è troppo mercurio

In acqua trovato mercurio, nichel e cadmio

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 VIAREGGIO. Valori fuori dal comune di mercurio, nichel e cadmio nel fondale e di mercurio nelle acque. Questo l'esito delle analisi sullo stato delle acque marine versiliesi svolte da Arpat e riportate nella "Relazione sullo stato dell'ambiente in Toscana". «Gli esami - spiega Alessandro Franchi, dottore del dipartimento provinciale di Firenze - sono stati fatti durante tutto lo scorso anno a circa 500 metri dalla costa dove circola molta corrente. Le analisi fatte sia sulle acque che sui sedimenti hanno rivelato la presenza di mercurio, nichel e cadmio nel fondale e di mercurio nell'acqua. Per quanto riguarda il fondale, gli esami avvengono con un'unica prova mentre per le acque vengono fatti tra i 6 e i 12 campionamenti. Campionamenti che hanno confermato risultati che in parte erano attesi».  La presenza di una piccola percentuale del mercurio potrebbe essere dovuta alla conformazione del territorio regionale. «La Toscana, specialmente nella zona del grossetano - osserva Franchi - era conosciuta dai tempi dei romani per essere una zona ricca di mercurio e dove c'erano le miniere. Il rilascio graduale e il gioco di correnti hanno disperso una piccola quantità del minerale in tutto il mare che bagna la nostra Regione. Per questo motivo non è detto che il ritrovamento di valori sopra soglia di mercurio nel fondale e nell'acqua sia per forza a causa dell'inquinamento: potrebbe essere anche un fatto di origine naturale». Più che un problema di contatto, visto che in teoria solo l'elevata concentrazione porta a dermatiti, il rischio per la salute potrebbe derivare dal pesce che mangiamo. «Anche se il mercurio è altamente velenoso per l'uomo, teoricamente non ci dovrebbero essere problemi - afferma il dottore - visto che il pescato è controllato e vengono seguiti i parametri medici europei. Una quantità minima di mercurio nei pesci c'è ma a livelli tollerabili. Diventa un problema per la salute se il mercurio nelle acque aumenta».  Per avere chiarimenti sull'origine del mercurio e per vedere se la sua presenza aumenta nel nostro mare, l'Arpat sta ripetendo le analisi con nuovi campionamenti delle acque che proseguiranno per tutto il mese di dicembre. «Sarà la conclusione di un ciclo triennale di analisi - chiarisce Franchi - e ci servirà per capire meglio se il mercurio è di origine naturale o se ha un'origine diversa. A marzo sapremo i risultati dei nuovi rapporti e se la situazione è migliorato o peggiorata».

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