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Versilia

Guerra dei rumori: i residenti del Secco contro la piadineria

Guerra dei rumori: i residenti del Secco contro la piadineria

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Troppi rumori e schiamazzi notturni da parte dei clienti della piadineria. E così la vicenda finisce in tribunale dopo le denunce fatte arrivare da turisti e residenti del Secco. Così in aula, di fronte al giudice gerardo Boragine, si è assistito a un confronto serrato tra i titolari che chiedono di poter lavorare (e comunque dicono di non essere responsabili del rumore fatto da chi sta fuori dal locale), e le richieste di chi vive in zona e non riesce a dormire. Un caso da manuale. Soprattutto in una zona turistica come la Versilia dove è fondamentale coniugare le esigenze di esercizi commerciali e locali che devono lavorare anche di notte ma anche quelle di turisti e residenti che reclamano il proprio diritto al riposo. 

Stavolta il caso è addirittura finito in tribunale.  A denunciare, per disturbo alla quiete pubblica, i titolari della piadineria "Piadinolandia" (che si trova in via del Secco, proprio sotto l'hotel le Dune) alcuni residenti della zona. A dar fastidio ai cittadini il continuo viavai di auto di giovani che tra mezzanotte e le sei del mattino si fermano a fare spuntini davanti al negozio.  Nell'udienza davanti al giudice monocratico del tribunale di Viareggio sono così sfilati i proprietari della Piadineria e i rappresentanti dei residenti. Ma anche, come testimoni, carabinieri, poliziotti e vigili intervenuti sul posto dopo le richieste dei cittadini. Anche l'Arpat avrebbe effettuato misurazioni del rumore senza riscontrare però anomalie.  Il difensore dei titolari, l'avvocato Marcello Taglioli, ha difeso il diritto a lavorare dei suoi assistiti. Inoltre ha fatto notare che i rumori fatti all'esterno del locale non sono certo imputabili ai gestori.

Che tra l'altro, per venire incontro alle richieste dei residenti, avrebbero anche ingaggiato un "buttafuori" per tenere sotto controllo la situazione dei rumori.  Dall'altra parte ci sono le esigenze dei residenti che dicono di non riuscire a riposare dal 2008, quando fu aperto il locale. Decine e decine sono state le segnalazioni fatte nel tempo a carabinieri e vigili urbani per porre rimedio alla situazione. I vigili urbani hanno anche comminato moltissime multe ai clienti del locale per le auto parcheggiate male. 

Ma chiudere il locale finora non è stato possibile. Primo, perché, come riferito dai vigili, non sono state riscontrate irregolarità e quindi al locale non sono mai state inflitte multe.  E secondo, perché la piadineria è un'attività artigianale e quindi non soggetta ai regolamenti sugli orari che esistono per i locali pubblici (come le discoteche).  La prossima udienza del processo è prevista per febbraio. Il giudice Boragine nell'occasione sentirà ancora le testimonianze del vigilante ingaggiato dalla piadineria e quelle dei vigili urbani.

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di Redazione web