Sicurezza
Anziano truffato per 200mila euro
Gabriele Dini
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Il giudice Boragine Anche un matrimonio "fittizio" per sottrarre denaro all'uomo
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VIAREGGIO. Anziano finisce tra le mani di un truffatore che lo convince a firmare documenti in modo da sottrargli oltre 200mila euro. Il tentativo di truffa viene però scoperto quando l'anziano - che all'epoca dei fatti nel 2008 aveva 86 anni - si presenta in Comune a Viareggio in compagnia di una donna dell'Est Europa molto più giovane di lui per sposarsi. Il funzionario del comune, insospettito, chiama la polizia. E da lì parte un'indagine che porta alla scoperta di alcune operazioni sospette. Una vicenda toccante e preoccupante. Al centro di tutto un anziano (adesso deceduto) originario di San Giovanni Valdarno ma che, all'epoca dei fatti, viveva a Viareggio. Ad assistere l'anziano in quel periodo, c'era un uomo - che adesso ha 64 anni - originario di La Spezia: è lui l'unico imputato del processo con l'accusa di circonvenzione di incapace. Secondo il pm Elena Leone - che ha esposto il caso in camera di consiglio al tribunale di Viareggio - nel 2008 lo spezzino lavorava come collaboratore domestico e "factotum" dell'anziano, accudendolo e curandolo. Ma a quanto pare i piani dell'uomo erano diversi. A far scoprire certe operazioni immobiliari sospette - che secondo l'accusa avevano permesso all'uomo di sottrarre 200mila euro all'anziano - è stato un caso insolito. Nel 2008 l'anziano si presentò infatti in Comune a Viareggio in compagnia di una donna rissa di 40 anni più giovane di lui. La strana coppia (accompagnata dall'indagato) chiese informazioni per un eventuale matrimonio. La richiesta insospettì l'addetto dell'ufficio che, alla seconda visita dei tre, avvertì la polizia. Dai controlli degli agenti emerse una situazione strana. All'anziano, infatti, era stata fatta firmare una serie di documenti. Innanzitutto gli erano state fatte acquistare quote di una'azienda di cui il "factotum" era amministratore unico. Poi l'anziano - che secondo la Procura già al tempo risultava incapace di intendere e di volere - sottoscrisse anche un contratto di compravendita per un appartamento in via Buonarroti. Infine la sua firma comparve anche su tre assegni (per un totale di 30 mila euro) per l'acquisto di un terreno. Secondo gli inquirenti, in totale, le somme sottratte all'anziano con questi raggiri avrebbero raggiunto i 200mila euro. Tutti gli atti sono stati sottoscritti davanti a un notaio che dovrà comparire in aula a marzo come testimone nella prossima udienza. Il professionista dovrà spiegare come si è arrivati a far firmare quei delicati documenti a una persona che si sospetta non fosse nel pieno delle sue facoltà mentali.
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