Il Tirreno

Versilia

«Non mi resta altro che piangerti»

Roy Lepore
<b>L&#146;ADDIO.</b> Immagini del funerale di Jago Della Santina: a sinistra, un altarino con i simboli delle sue passioni, le chitarre e gli skateboard; sopra, la commozione di fronte alla bara; a destra, la folla che ha partecipato al rito nella chiesa del cimitero della Misericordia
◗
L’ADDIO. Immagini del funerale di Jago Della Santina: a sinistra, un altarino con i simboli delle sue passioni, le chitarre e gli skateboard; sopra, la commozione di fronte alla bara; a destra, la folla che ha partecipato al rito nella chiesa del cimitero della Misericordia

Il ricordo del papà di Jago: ragazzo speciale, ti immaginavo all'Università

3 MINUTI DI LETTURA





 VIAREGGIO. «È andata così, non mi resta altro che piangerlo. Grazie a tutti». Termina così il ricordo di Max Della Santina dedicato a suo figlio Jago, morto a 15 anni in sella al suo scooter in un tragico incidente avvenuto sabato scorso. «Era un ragazzo speciale, che mi immaginavo un giorno all'Università insieme ai suoi amici, come lui appassionati di computer».  «Gli ho fatto conoscere la passione per la musica - dice - e per la chitarra che suonava da un anno. Amava lo sport e le arti marziali in particolare. Era un figlio che dopo la perdita della mamma Carla, ho seguito con attenzione».  Erano in tanti, ieri, al cimitero della Misericordia a portare l'ultimo saluto a Jago. I compagni della 2 E del liceo scientifico, gli insegnanti, i tantissimi amici, i conoscenti del papà Max noto per il negozio di tatuaggi MaxTattoo in via Mazzini. Gente comune che non è voluta mancare, portando un gesto semplice, ma in questi momenti di particolare dolore sicuramente significativo e importante, forse più di tante parole. La sorella Eva, bella ragazza come lo era Jago, ha letto dall'altare poche righe che il fratello aveva rivolto alla mamma, che purtroppo se ne è andata quattro anni fa. «Ti sognavo spesso e ti avevo sempre dentro di me».  Don Alberto nella sua omelia ha ricordato che dopo la morte c'è la Resurrezione. «La scomparsa di Jago non è una sconfitta per noi. Non dobbiamo scoraggiarci, il suo esempio ci insegnerà ad affrontare la vita che si spalanca davanti a noi giorno per giorno». È stato un dolore composto quello di chi ieri non è voluto mancare: lacrime, occhi gonfi e tanta angoscia ed incredulità per la morte di un ragazzo che aveva davanti a sé tutta una vita piena di tante aspirazioni, quelle che hanno i giovani della sua età. Che si sono stretti attorno al papà Max e alla sorella Eva, colpiti da un altro dolore, perché in questi giorni è scomparso anche il nonno di Jago aggiungendo dolore nel dolore.  Ai piedi dell'altare c'erano due belle gigantografie di Jago. Un primo piano che mette in risalto il suo volto spensierato, e un'altra foto che lo ritrae sullo skateboard, che era un'altra delle sue grandi passioni. Marina, una delle sue tante amiche, ha voluto regalargli un disegno personalizzato: un suo ritratto realizzato a matita e corredato da poche righe, ma molto significative. «Voglio ricordarti sorridente così, come sempre». A sorreggere e portare una parola di conforto a papà Max distrutto dal dolore, fra i tanti amici, c'era anche il dottor Enrico Petri. Terminata la funzione religiosa, prima che il feretro della Croce Verde partisse per Livorno, dove stamani Jago verrà cremato - nel pomeriggio le ceneri vengono tumulate assieme alla salma della mamma Carla - gli amici hanno fatto volare in cielo quindici palloncini bianchi, come gli anni di Jago. Il loro volo in cielo è stato accompagnato da un lungo e caloroso applauso: «Ciao Jago».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze