Il Tirreno

Versilia

La nomina del direttore scatena una guerra tra Rc e Federazione della Sinistra. Pdl all’attacco

Maggioranza nel caos per il caso Nicolai

La sede della Versiliana
◗
La sede della Versiliana

2 MINUTI DI LETTURA





 PIETRASANTA. Maggioranza in fibrillazione per la nomina di Manrico Nicolai a direttore generale della Fondazione Versiliana. La presa di posizione della segreteria di Rc, «non condividiamo il metodo dell'incarico diretto e poi 30 mila euro sono troppi per un ruolo di questo genere».  «Meglio chiudere la struttura e riaffidare tutto all'assessorato alla cultura», continua l'intervento. La decisione sulla direzione della Versiliana fa tracimare la rabbia nel resto della coalizione, anche se nessuno al momento, preferisce commentare, fatta eccezione per il capogruppo della Federazione della Sinistra, Marilena Pintus. «Della presa di posizione di Rc sono venuta a conoscenza dai giornali. Visto che in consiglio rappresento anche Rifondazione, qualcuno avrebbe dovuto, quanto meno, informarmi della cosa. E invece niente e questo è motivo di perplessità. Così come sono perplessa sul contenuto di quello stesso comunicato: sulla nomina diretta di Nicolai c'è stata infatti massima convergenza da parte di tutti i partiti della coalizione, compresa Rc rappresentata, nell'occasione, da Angela Mazzetta. Perché ieri andava tutto bene, compenso per Nicolai incluso, ed oggi si boccia questo percorso? Da parte della Federazione della Sinistra che rappresento in consiglio, ribadisco il sostegno alle scelte fatte e la totale contrarietà alle posizioni di Rifondazione».  Caso aperto e palla avvelenata che passa al sindaco Domenico Lombardi che vede di fatto bocciata una sua precisa scelta politica, portata avanti dal cda della Fondazione, da un partito che è parte integrante della coalizione. Nel frattempo una missiva al curaro sulla nomina di Nicolai arriva anche dal Pdl. «Con questo incarico il Sindaco va a pagare l'ultima cambiale politica fatta a suo tempo. Lombardi in più occasioni aveva detto che la nomina del direttore - attacca Alberto Giovannetti - sarebbe arrivata attraverso un bando, poi quando si sono resi conto che sempre Nicolai con il bando sarebbe arrivato esimo, hanno preferito fare un bel blitz. Da presidente della Fondazione a zero euro, a direttore generale a 30 mila euro l'anno, aggirando la legge che prevedeva tagli alla politica. E poi dicono che non ci sono soldi». L.B.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa