Il Tirreno

Versilia

«Larini mente sulla Baccanella»

Marco Pomella
Il cantiere fermo nella zona della Baccanella: dopo la fine della vicenda legale le polemiche continuano
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Il cantiere fermo nella zona della Baccanella: dopo la fine della vicenda legale le polemiche continuano

Il segretario del Pd Torre replica all'ex-sindaco: un progetto vergognoso

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 MASSAROSA. «Era lui che doveva dimettersi, quando era sindaco». E' Antonio Torre, segretario comunale del Pd, a replicare all'ex sindaco Larini che, dopo l'archiviazione del caso Baccanella, ha chiesto le dimissioni del vicesindaco Adolfo Del Soldato.  «La battaglia contro la lottizzazione alla Baccanella - scrive Torre - è stata la battaglia di tutta la Massarosa civile, non di un solo partito o di un solo esponente politico. Sconcerta quindi l'accanimento di Larini contro il vicesindaco Del Soldato. Le affermazioni di Larini sono, una volta di più, indecenti, vergognose, spudorate: siamo alla sagra della menzogna». Il Pd rimarca la propria netta distinzione tra questione politica e questione giudiziaria. «Le questioni giudiziarie si sono svolte per autonoma iniziativa della magistratura - dice Torre - ma sul piano politico le questioni sono chiarissime». Torre mette i puntini sulle i anche per la paternità di quell'intervento. «Non è vero, anzi è un falso vergognoso, che la vicenda nasca all'epoca della giunta Da Prato. È vero invece che questa previsione era contenuta nel programma di fabbricazione del 1973 e semmai la variante di tutela e salvaguardia del 1998 l'aveva di fatto impedita. E' vero invece che l'amministrazione Larini ha scritto il piano strutturale con precise norme ad hoc per consentire le due lottizzazioni della Baccanella e Piano del Quercione e, subito dopo, all'inizio dl secondo mandato, le ha approvate a tempo di record». La richiesta di dimissioni insomma viene respinta.  «Larini può sbraitare anziché chiedere scusa; può chiedere le dimissioni di chi può andare a testa alta, anziché essersi dimesso lui a suo tempo. Ciò che importa è il giudizio della gente, chiaro, netto, su fatti indiscutibili nella loro eloquenza che si è trasformato poi in un risultato elettorale favorevole a chi in modo netto e trasparente si è sempre opposto a questo scempio».

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