Il dolore
Coop di servizi teme per il lavoro
Francesco Bertolucci
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La sede della Misericordia in via Cavallotti La Cgil difende i sei posti: ma la Misericordia ha calato gli ordini
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VIAREGGIO. «Il lavoro è quasi dimezzato e continua a diminuire. I lavoratori temono che questo sia un primo passo per far lentamente chiudere la cooperativa e ritrovarsi in mezzo a una strada». Scoppia un nuovo caso all'interno di una delle tante cooperative che lavorano per la Misericordia di Viareggio: la Atlantide, che conta 6 lavoratori. La cooperativa, che si occupa di alcuni servizi per la Confraternita presieduta da Roberto Monciatti, avrebbe visto ridursi sensibilmente la mole di attività negli ultimi mesi. I lavoratori ora temono per il loro posto di lavoro. «Sembra che i servizi effettuati per conto della Misericordia siano diminuiti sensibilmente - afferma Marco Morbidelli della Cgil - addirittura quasi dimezzati. Prima, dal tanto lavoro che avevano, riuscivano a stento a eseguire tutti i lavori quando erano a pieno organico. Adesso che la metà dei lavoratori sono fuori causa per infortuni e malattia, non solo non è stato preso nessuno per sostituirli, ma dal poco lavoro che hanno riescono a svolgere agilmente ogni compito». Secondo la Cisl sembra essersi risolto positivamente, invece, il caso estivo che aveva coinvolto la Misericordia e che vedeva i lavoratori di alcune cooperative che servono la Confraternita lamentare forti ritardi nei pagamenti. «Da quello che so - spiega Giampiero Guidi - gli stipendi sono stati pareggiati. Il problema era dovuto a ritardi nel pagamento di alcuni appalti. È una cosa superata. L'attualità vede però i dipendenti di una delle cooperative, la Atlantide, in forte pena per il posto di lavoro e per il futuro stesso dell'azienda». Le sensazioni che si respirano sono pesanti. «Da quello che si percepisce c'è aria di dismissione - sostiene il sindacalista della Cisl -: la contrazione dei servizi preoccupa per il futuro. Si sentono anche voci di possibili cambiamenti ai vertici della cooperativa. Se fosse vero, sarebbe un duro colpo per i lavoratori stessi che non saprebbero con chi avranno a che fare. Da parte della Misericordia pare che non ci sia l'intenzione di sostituire i lavoratori con i volontari, ma non lo possiamo sapere con certezza. Possiamo solo attendere e vedere come si evolve la situazione nelle prossime settimane».
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