Sicurezza
«Sappiamo chi ha ucciso Stefano»
Matteo Tuccini
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CASO IRRISOLTO. Sopra, Stefano Romanini con le figlie Stella e Serena. A destra, le forze dellordine sulla scena del delitto, avvenuto l8 febbraio scorso Lettera choc della famiglia Romanini: persona senza cuore, gelosa di noi
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CAMAIORE. «Non essere troppo tranquillo e non ridertela, perché noi sappiamo chi sei. Una persona senza cuore e senza coscienza, che non ha mai vissuto serenamente una vita di famiglia e i sacrifici che si fanno per essa. E che per questo motivo era gelosa della nostra unicità. Ma questa persona pagherà». La famiglia di Stefano Romanini, l'imprenditore edile ucciso l'8 febbraio scorso sotto casa sua a Camaiore, prende carta e penna e scrive. Con forza. Il destinatario è il mandante del brutale omicidio (avvenuto con 15 colpi di pistola), ma anche il Comune «che non ha fatto nulla per noi». A essere precisi, la grafìa è di Stella, 22 anni, una delle due figlie di Romanini. Anche se la lettera viene firmata pure da Simonetta Pellegrini, sorella della moglie Giuliana: la cognata che a poche ore del delitto se la prese con il «Dio soldo, causa di tutti i mali». Due delle donne di casa Romanini, che sembrano avere le idee chiare su chi abbia architettato il piano diabolico. «Dopodomani è il 27º anniversario di matrimonio dei miei genitori - spiega Stella - tra pochi giorni invece sarà Natale. Queste ricorrenze sono colpi al cuore. Ma proprio perché ci sono, è giusto mandare un messaggio». «Una mano assassina ti ha strappato a noi». Eccolo, il messaggio. Gonfio di commozione, all'inizio. «Sono passati 10 mesi da quando una mano assassina ha strappato un sorriso ed un futuro di vita a Stefano Romanini. Il 2 dicembre Stefano e la moglie Giuliana avrebbero festeggiato il loro 27º anniversario di matrimonio. Ma questo purtroppo può soltanto essere un ricordo, un bel ricordo da poter racchiudere in fondo al cuore insieme a tutte le ricorrenze ed esperienze di vita vissute con quel gigante buono». E poi, rivolto a Romanini stesso: «Se una mano assassina non ti avesse tolto la vita ed il sorriso, avresti festeggiato il tuo anniversario di matrimonio... ovunque tu sia, proteggi le tue 3 piccole grandi donne, perché su questa terra, oltre all'appoggio familiare e di amici stretti, nessuna istituzione, a partire dal comune di Camaiore, ci ha ancora dato un aiuto. È una vergogna». Stella, a domanda precisa, spiega: «Quello che chiedevamo era un qualsiasi tipo di aiuto. Anche lavorativo, certo, perché le difficoltà che stiamo vivendo sono quelle di ogni famiglia in questo momento di crisi, con l'aggravante che noi ci siamo viste strappare via un padre in una maniera terribile». «Non molleremo mai». «Insieme alla questura di Lucca abbiamo la determinazione giusta - continua la lettera - e siamo sicuri di arrivare in fondo a questa storia. Non molleremo mai. Nonostante tutto, è certo che chi ha fatto questa brutalità è ancora in libertà, ridendo e scherzando, non pensando al dolore che si prova in una circostanza simile». E proprio per questo, moglie e figlia della vittima dicono la loro: «Ma come si fa ad agire in questo modo... Chi ha escogitato il tutto è una persona senza cuore e sena coscienza, e che sicuramente non ha mai vissuto serenamente una vita di famiglia e i sacrifici di vita che si fanno per essa e che per questo motivo è stata gelosa della nostra unicità e del nostro volersi bene. Questa persona pagherà».
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