Il Tirreno

Versilia

Cosci espulso dal consiglio comunale

Luca Basile
A destra il consiglio comunale di Pietrasanta sotto Andrea Cosci
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A destra il consiglio comunale di Pietrasanta sotto Andrea Cosci

Voleva leggere un documento sulla Corte dei Conti, un vigile urbano lo porta fuori

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 PIETRASANTA. Nervi a fior di pelle in consiglio comunale. Con una seduta, come quella di lunedì scorso dedicata agli assestamenti di bilancio 2011, che ha visto un consigliere, Andrea Cosci, Pdl, obbligato a lasciare la sala da un vigile urbano, su richiesta del presidente Guido Lucchetti e le opposte fazioni politiche in palese guerriglia verbale, fra loro. Tutto legato alle richieste di chiarimenti della Corte dei Conti al Comune.  In attesa di nuovi esposti ed interventi possibili - a chiarimento del tutto - da parte della Prefettura, resta un clima di tensione fra le parti oggettivamente fuori luogo e che alla comunità pietrasantina sembra interessare meno che niente. I fatti: come noto le opposizioni consiliari avevano anticipatamente deciso di non partecipare alla seduta in segno di protesta contro la presunta mancata comunicazione del sindaco Domenico Lombardi su alcune richieste di chiarimenti inoltrate dalla Corte dei Conti in tema di bilancio.  Da qui la decisione di Cosci, unico referente delle minoranze presente al consiglio, di leggere un documento contenente le motivazioni della protesta.  «Documento che non mi hanno permesso di leggere e che comunque invierò a tutti, Prefetto e Corte dei Conti inclusi. Mai in passato da quando ricopro la carica di consigliere comunale, ho assistito a un atteggiamento così arrogante, prepotente e cattivo nei confronti di chi svolge il proprio incarico istituzionale. Si possono dire tante cose delle passate gestioni del Consiglio, ma non certamente che sia stata vietata la possibilità a un consigliere di poter esprimere il proprio pensiero: documenti, cartelloni, manifesti, dichiarazioni fuori dell'argomento in discussione, urla, minacce e chi più ne ha più ne metta, sono stati permessi. Oggi, invece, il Presidente Lucchetti, che dovrebbe tutelare tutti i consiglieri, vieta all'opposizione di esprimersi, cercando cavilli burocratici e umiliando un consigliere a uscire dall'aula scortato dal vigile. Roba da "Primavera di Praga"».  Di fatto mentre il consigliere Cosci stava leggendo il documento ad alta voce è stato fatto allontanare da un vigile urbano di servizio.  «Quello che più mi ha colpito e amareggiato - continua Cosci - non sono stati gli applausi che la maggioranza ironicamente mi ha rivolto quando sono stato allontanato dall'aula, ma è stata la cattiveria che alcuni rappresentanti delle nostre Istituzioni in primis il Sindaco, ha rivolto nei miei confronti, umiliandomi e sbeffeggiandomi».  Duro il segretario del Pri, Gianluca Pajatto.  «Avere impedito, nei fatti, al consigliere Cosci di leggere un documento è fatto grave ed un episodio poco edificante. Il Sindaco riprenda il controllo di se stesso e della sua maggioranza, rispettando i ruoli e le istituzioni», mentre Pd, Idv, Sel e Federazione della Sinistra accusano il Pdl «di palese violazione del regolamento che ben conoscono e che altre volte non ha dato la possibilità di intervenire a consiglieri di maggioranza o assessori. Dopo le rimostranze e le riottosità di Cosci, a cui avremmo probabilmente consentito di leggere lo scritto al termine dell'ordine del giorno, il consigliere comunale ha preferito leggerlo fuori dal dibattito, cercando di interrompere il regolare svolgimento dell'assemblea». Un tutti contro tutti poco edificante. La palla passa adesso al Prefetto.

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