Il Tirreno

Versilia

Della Santina andava in scooter ad una festa con un amico

Il pianto del liceo per Iago

Donatella Francesconi   Gabriele Noli
Il pianto del liceo per Iago

S'indaga sullo scontro frontale fra il suo Scarabeo e la Bmw

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  VIAREGGIO. «Nessuno si merita di morire a 15 anni». Rachele Cosci, dalla pagina Facebook dell'amico Iago Della Santina grida quello che un' intera città ha pensato, ieri mattina, sconvolta di fronte alla morte del ragazzino rimasto vittima di un incidente stradale alle nove di sera e alla tragedia della famiglia straziata da un altro immane dolore, dopo la scomparsa di mamma Carla, quattro anni fa.  La grossa Bmw bianca guidata da un viareggino di 44 anni, e lo scooter blu, uno Scarabeo, che si incrociano fatalmente al centro di via della Portichina, al Terminetto, poco dopo aver affrontato la doppia curva della strada. L'impatto scaraventa Iago sul cofano della macchina. Il motorino schizza via. L'altro quindicenne che viaggia a bordo dello Scarabeo, Samuele N., è ferito ma se la caverà. Per Iago, invece, nemmeno un'ora dopo l'incidente non c'è più niente da fare: lo sfondamento toracico ha arrestato per sempre il suo giovanissimo cuore. Oggi nelle mani del medico legale che procederà all'esame del corpo prima di restitutirlo alla famiglia per i funerali.  È da poco passata la mezzanotte, quando su Facebook rimbalzano emozioni, ricordi, rabbia e lacrime. E sarà così per tutta la domenica. Frasi brevi, pensieri più lunghi e profondi, video e foto per ricordare, ognuno a modo suo, Iago. La bacheca del quindicenne viene intasata in poche ore di messaggi che arrivano a getto continuo. Cordoglio senza fine.  In molti si limitano ad un "Ciao Iago, riposa in pace". Al posto di "ciao" può esserci "addio", ma è una questione puramente formale. La sostanza resta la medesima: niente "poemi" che in casi come questo rischiano di essere fuori luogo o di stridere come un gesso su una lavagna, quando la morte, al contrario, implica silenzio e riflessione.  Era un ragazzo molto conosciuto Iago, specie al liceo scientifico "Barsanti e Matteucci". A scuola, ma non solo, sapeva farsi apprezzare per come si rapportava con gli altri, per il modo allegro e spensierato di godersi l'adolescenza. C'è anche chi sapeva appena chi fosse il quindicenne, ma nonostante questo ha voluto comunque lasciare un ricordo su Facebook. «Io non ti conoscevo. Ma sentendo quelli che mi hanno parlato di te ho capito che eri una persona speciale. Per tutti. Mi dispiace, ciao Iago».  Iago e la sua musica. Un'infinità di messaggi ed in mezzo qualche video. Non messo lì per caso. Alcuni amici hanno pubblicato i link di "Starway to heaven" dei Led Zeppelin e "Street Spirit" dei Radiohead. Due canzoni che raccontano da un'altra angolatura chi fosse Iago, della musica che più amava e che condivideva con gli amici. Chi, da adesso in poi, ascolterà quelle ed altre canzoni, ripenserà subito ai momenti più belli che ha passato con lui, travolto da un turbinìo di sentimenti che, però, non potranno esaudire l'immenso desiderio di ritrovarlo a scuola, o in giro per la città.  Ed invece, per dirla col messaggio di Michele Gori, mondo ingiusto: «Iago non ci posso credere. Te che eri sempre così gioioso e bravo con tutti, perchè ha dovuto prendere proprio teee? Mi mancherai. Sono convinto che una persona come te sarà già in Paradiso. Fai ammodino, lassù...mi raccomando...».

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