Il Tirreno

Versilia

Muore a 15 anni nello scontro con un'auto

Donatella Francesconi

Il ragazzo, figlio di un noto commerciante, era a bordo di uno scooter con un amico

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 VIAREGGIO. Le sirene delle ambulanze squarciano l'aria, nel centro città, mentre i locali si affollano per la cena del sabato sera. Poco oltre, di là dalla ferrovia, si gioca la vita un ragazzino: Iago Della Santina, 15 anni compiuti da meno di un mese. In sella al motorino, con un amico, percorre via della Portichina, al Terminetto, quando sono da poco passate le otto e mezza. Davanti hanno il sabato sera con gli amici, quello che aspetti tutta la settimana, lunga, di scuola.  Un attimo. E lo scenario cambia. I due ragazzini a terra. Olio e sangue sull'asfalto. Il cuore di Iago che va in arresto. Sul posto, inviate dalla centrale operativa del 118, ci sono le ambulanze di Misericordia e Croce Verde. Il personale in servizio tenta la rianimazione. Ostinato, deciso a combattere al fianco di Iago e per Iago fino all'ultimo istante. La corsa all'ospedale è disperata, il codice di rientro è il tre, quello che indica la vita appesa ad un filo. È passata poco più di un'ora dallo schianto quando arriva la notizia che nessuno voleva sentire: Iago non ce l'ha fatta. Il suo amico, quindici anni anche lui, se la caverà nonostante le ferite importanti riportate. La notizia si sparge in un lampo. Arriva anche al Palazzetto dello sport, dove è in corso la partita dell'hockey. Poi al bar davanti al liceo scientifico, la scuola che Iago frequentava.  Ragazzi e ragazze incrociano gli amici più stretti di Iago che vanno e vengono dall'ospedale, disperati, increduli. Stretti intorno alla famiglia: il padre, Max, conosciutissimo per il negozio di tatuaggi in via Mazzini, e la sorella Eva di poco più grande.  In via della Portichina, intanto, fanno il loro lavoro gli agenti della polizia municipale che raccolgono i primi elementi per ricostruire l'incidente. I testimoni non mancano e saranno ascoltati a partire da oggi. I rilievi sul posto raccontano di una strada pericolosa, con una doppia curva.  L'auto contro la quale sono andati a sbattare i due ragazzi in motorino è una Bmw 316, bianca. Proveniva da monte, affrontando la stessa curva dello scooter che arrivava, invece da mare. Entrambi i mezzi si sono trovati nel mezzo della strada. Forse a causa di un'altra macchina, parcheggiata dove non avrebbe dovuto essere. L'impatto è stato frontale. Il motorino è arrivato addosso alla grossa auto già in scivolata. L'urto l'ha fatto rimbalzare all'indietro, spaccandolo in due. I corpi dei ragazzi, o almeno il corpo di Iago è rimbalzato sulla macchina: i segni riportati dal mezzo sono compatibili con urto o urti da corpo.  Le indagini sono, comunque, appena iniziate. E sarà l'autopsia, o l'esame del corpo - la scelta dipende dal magistrato - a fornire ulteriori elementi collegando le ferite riportate da Iago con la scena dell'incidente ed il mezzo coinvolto, messo sotto sequestro insieme ai pezzi dello scooter. Al telefono con il Comando della polizia municipale, la voce dell'agente che fornisce le prime informazioni è quella di chi ha visto quello che mai avrebbe voluto vedere.  «Ricorderò per sempre le nostre risate in palestra. Ciao, Iago. Combatti e vinci da lassù». È uno dei primi messaggi ad apparire sulla bacheca di Facebook da dove Iago, la faccia ancora da bambino, sorride al mondo appena assaggiato saltando sull'inseparabile skate in piazza Shelley. Appassionato, oltre che delle acrobazie sulla tavola con le ruote, anche di surf e fotografia: tanto da farsi già ricordare per i servizi realizzati all'"Inside" di Lido.  E poi, la musica: hard rock soprattutto, la colonna sonora più giusta nel viaggio appena intrapreso che dall'infanzia avrebbe dovuto portarlo alla vita. Con indosso la maglietta-culto degli AC-DC.

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