Attenzione
La sinistra spera nei dissidenti
◗
Laula del consiglio comunale in municipio a Viareggio Domani il voto sul regolamento urbanistico
2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. «Non c'è alcuna idea di città. E' solo un piano per fare cassa. Faremo il possibile per fermarlo». Nella saltetta Valenti in municipio non manca nessuno. Ci sono tutti i rappresentanti dei partiti di opposizione. Tra meno di 48 ore tenteranno il colpaccio: far pendere l'ago della bilancia dalla loro favore su un documento che in città sta riscuotendo critiche e creando timori. Magari con il contributo di qualche insoddisfatto della sempre più frammentata compagine Lunardini. Pd, Idv, Sel, Federazione della sinistra, Rifondazione: tutti per lo stop a un regolamento urbanistico «che rischia di compromettere il futuro di Viareggio, messo insieme in tutta fretta per riuscire a far quadrare il bilancio». Quello che non va, del provvedimento, i partiti della sinistra e del centrosinistra viareggini lo hanno ribadito in più occasioni. Glauco Dal Pino, segretario del Pd, parla chiaramente di un «provvedimento illegittimo che viola le norme sulla partecipazione ma soprattutto non tiene conto del dimensionamento previsto dal piano strutturale». In altre parole mette in cantiere più case di quelle che gli strumenti urbanistici già esistenti consentirebbero. Dal Pino se la prende in particolare con i piani di trasformazione della Fervet e dell'ex Salov. «E' improponibile - afferma - pensare di approvarlo». E gli fa eco Cristina Boncompagni, coordinatrice di Sel. «Ricorreremo a tutte le forme possibili - afferma - per fermare questa operazione esclusivamente legata alla necessità di riuscire a approvare gli equilibri di bilancio entro il 30 novembre». Le cifre degli oneri di urbanizzazione che deriverebbero dagli interventi previsti dal regolamento urbanistico servirebbero in sostanza solo a rimettere in sesto i conti del Comune. Ma se il piano non viene adottato quei soldi, comunque virtuali fino all'avvio degli interventi, in bilancio non si possono mettere. Anche per Boncompagni il regolamento urbanistico, così com'è, rischia di fare danni. E ne è una dimostrazione la previsione di trasformazione in appartamenti e negozi del ex cinema Centrale. Di cementificazione parla chiaramente Isaliana Lazzerini (Federazione della sinistra) che ricorda la mobilitazione contro il provvedimento da parte dei cittadini del Varignano. Alla richiesta di stop al provvedimento si unice l'Idv, con Renato Baldi e Antonio Vanni, pur non rappresentato in consiglio. Chi invece in aula ci sarà è Milziade Caprili che torna a ribadire come i contenuti del piano non siano supportati da alcun tipo di studio preliminare su traffico, economia o consumi. E come lui voteranno no i consiglieri Leonardo Betti e Romina Cortopassi convinti che questo regolamento urbanistico «rappresenti la morte del centro città».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
