Il Tirreno

Versilia

La città cerca i candidati a sindaco

Corrado Benzio
Il consiglio comunale di Viareggio, al centro il sindaco Lunardini
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Il consiglio comunale di Viareggio, al centro il sindaco Lunardini

Lunardini si salverà il 30, ma i poteri forti gli hanno voltato già le spalle

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 VIAREGGIO. Due mesi fa ancora in pochi avrebbero scommesso contro Luca Lunardini. C'era la convinzione in città, ma anche in chi scrive, che un po' strascicato ma il medico prestato alla politica sarebbe arrivato al 2013 con in tasca i voti per altri 5 anni.  In poco tempo molte cose sono cambiate. Intanto le dimissioni di Berlusconi, hanno creato uno scompiglio politico a livello nazionale. Soprattutto nel Pdl, partito allo sbando - almeno al momento. E queste difficoltà si riflettono sulla giunta guidata da Lunardini.  Quello che è cambiato è l'atteggiamento del Partito Democratico. Che da brutto anatroccolo è diventato uno splendido cigno. E con il dissolvimento del centrodestra, intravede la possibilità - con un candidato appena decente - di far fuori Lunardini.  La difficoltà della giunta sta anche nel suo ormai completo isolamento. A Roma non comanda più Berlusconi, a Lucca e Firenze comandano i «rossi» (in tutti i sensi).  Per questo che il Pd sta tirando fuori la testa. Conscio di una cosa: che tutta l'economia viareggina non può non fare a meno della Regione. Insomma potrebbe bastare un Maestrelli - aiutato da Rossi - per far ripartire tutto.  Lo dimostra anche la cena dei 66 «ottimati» riuniti al Principe di Piemonte (prezzo della cena 25 euro, neanche al Carnevaldarsena). Si discuteva in sostanza di tre cose: nuovo stadio, centro congressi, ma soprattutto nuovi parcheggi.  Tre vicende (alcune discutibili, come lo stadio da rifare) che senza l'ok della Regione non potranno fare un metro. E non parliamo della Darsena. Senza authority si sta attaccati ad Alessandro Volpe e allo scatolone di sabbia (almeno in Libia poi ci hanno trovato il petrolio, sul Triangolino al massimo la morca lasciata dagli yacht).  Questo lo scenario viareggino. Al di là del degrado, delle gaffe a ruota libera, dell'insipienza di certi assessori, la città che comanda ha deciso di fare fuori Lunardini & c. Lo si sente dire tutti giorni e tutti i giorni si infittiscono colloqui ed incontri, scambi di opinioni e futuri organigrammi.  Per questo anche le turbolenze del Pd passano in secondo ordine. Lo stesso caso Palestini e le sue incompatibilità non contano. Si può ipotizzare che il partito perda una pedina chiave per una Gifuni qualsiasi? Non crediamo.  Questo grande movimento fra Pd, impenditori, grandi vecchi (Giovanni Pieraccini), giovani Maestri (nel senso di capi di loggia) sta partorendo anche i primi candidati a sindaco. Un nome che sta emergendo forte è quello di Anna Maria Bertuccelli, imprenditrice e docente universitaria, già assessore alla cultura ai tempi della giunta di Marco Costa.  Altro nome forte resta quello di Stefano Maestrelli, soprattutto se tramonta per lui l'ipotesi della poltrona dell'autorità portuale.  La campagna elettorale potrebbe non essere lontana, e sono molti i fattori in grado di accellerarla. A partire dal bilancio da approvare ma proseguendo con i lavori in Passeggiata. Che rischiano di essere un calvario sia per i commercianti del Lungomare sia per l'amministrazione.  Tanto da porre un problema al pattuglione di ex dc che governa la città (Santini, Lunardini, Cima, Pastechi): non sarà meglio andare subito al voto?  Resta il nodo del voto del 30 novembre sul bilancio. Siamo - con le ultime defezioni - a 16 a 15 per il centrodestra. L'ago della bilancia è Spadaccini (Udc) che ha già annunciato che per spirito di servizio sosterrà la maggioranza. Per quanto?

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