Finanza
Il caso. La famiglia Filocamo mantiene l’albergo fondato dal papà della Capannina
Hotel Franceschi, niente asta
Matteo Tuccini
La proprietà salda il debito da 1 milione e 300mila euro
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Niente asta per l'hotel Franceschi. Il giudice del tribunale ha cancellato il pignoramento dell'immobile, per la precisione della dependance, perché il vecchio debito di circa 1 milione e 300mila euro, contratto dallo storico imprenditore Antonino Filocamo, è stato saldato. E quindi il creditore, la società International big works srl di Prato, ha rinunciato a qualsiasi azione legale. La proprietà dell'albergo costruito dal fondatore della Capannina resta, dunque, alla famiglia Filocamo, che l'ha acquistato nel 1988. La storia è venuta alla luce alcuni mesi fa, pubblicata dal Tirreno.
E ha suscitato scalpore, visto che si parlava di un albergo che porta un nome imprescindibile per la storia di Forte dei Marmi. A fondarlo in via XX settembre, infatti, fu Achille Franceschi, papà della Capannina; per anni fu gestito dalla moglie Nella (tanto da essere conosciuto anche come Villa Nella). Negli anni Sessanta all'albergo fu unita la sua dependance, all'incrocio tra via Mascagni e via Galilei, che fu collegata alla struttura principale con un tunnel sotterraneo.
Quindici anni fa la chiusura di Villa Nella, mentre la dependance è rimasta operativa sotto il marchio "Villa Mimosa", in mano alla famiglia Filocamo che ha acquistato immobile e nome del glorioso hotel. L'amministratore unico della società che lo gestisce è Caterina Filocamo. A causa del debito contratto da Antonino Filocamo, l'immobile era stato sottoposto a pignoramento e messo all'asta con una base di vendita a 5 milioni e 200mila euro. Una cifra che, peraltro, la stessa proprietà considera appena un terzo del valore reale. Comunque, Caterina Filocamo ha estinto il vecchio debito e - attraverso il lavoro dei suoi legali - ha fatto sì che la procedura esecutiva, e la conseguente messa all'asta, fosse revocata.
E ha suscitato scalpore, visto che si parlava di un albergo che porta un nome imprescindibile per la storia di Forte dei Marmi. A fondarlo in via XX settembre, infatti, fu Achille Franceschi, papà della Capannina; per anni fu gestito dalla moglie Nella (tanto da essere conosciuto anche come Villa Nella). Negli anni Sessanta all'albergo fu unita la sua dependance, all'incrocio tra via Mascagni e via Galilei, che fu collegata alla struttura principale con un tunnel sotterraneo.
Quindici anni fa la chiusura di Villa Nella, mentre la dependance è rimasta operativa sotto il marchio "Villa Mimosa", in mano alla famiglia Filocamo che ha acquistato immobile e nome del glorioso hotel. L'amministratore unico della società che lo gestisce è Caterina Filocamo. A causa del debito contratto da Antonino Filocamo, l'immobile era stato sottoposto a pignoramento e messo all'asta con una base di vendita a 5 milioni e 200mila euro. Una cifra che, peraltro, la stessa proprietà considera appena un terzo del valore reale. Comunque, Caterina Filocamo ha estinto il vecchio debito e - attraverso il lavoro dei suoi legali - ha fatto sì che la procedura esecutiva, e la conseguente messa all'asta, fosse revocata.
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