Il Tirreno

Versilia

Gaia vuol comprare l'ex ospedale

Luca Basile
L’ex ospedale Lucchesi di Pietrasanta
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L’ex ospedale Lucchesi di Pietrasanta

La società dell'acqua cerca spazi per costruire una nuova sede in centro

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 PIETRASANTA. Gaia fa shopping a Pietrasanta: nel mirino l'acquisto dell'ex ospedale Lucchesi di proprietà del Comune. O meglio di una porzione dell'edificio, quella da cui si accede direttamente da via Capriglia, estesa per oltre 2000 metri quadrati e ancora da ristrutturare.  In realtà siamo all'inizio di una trattativa che vede da una parte la società demandata alla gestione della rete idrica interessata a trasferire la sua sede nel centro cittadino e dall'altra l'amministrazione comunale, alla canna del gas o quasi per quanto riguarda il denaro in cassa, più che disposta a dismettere il bene in questione. Certo, tutto ha un prezzo e Lombardi&co dall'alienazione di un'ala dell'ex ospedale - acquisito anni fa dalla giunta Mallegni nel contesto di una trattativa ad ampio respiro con l'Asl - puntano a racimolare cifre importanti: diciamo 1 milione e mezzo di euro. Non spiccioli, insomma. Persistono, però, perplessità: come quelle legate ai parcheggi, già scarsi nelle vicinanze del Lucchesi o ancora la necessità di individuare altri spazi per la sistemazione degli uffici comunali - leggi tributi e Comando Vigili oggi localizzati nella palazzina di via Marconi - destinati, appunto, da piano programmatico a traslocare in quella parte di ospedale potenzialmente in vendita. Non dimentichiamo, infatti, che lo spazio restante del Lucchesi è già occupato da uffici e sportelli comunali. Ci sono, però, anche aspetti positivi, al di là del denaro che potrebbe rimettere benzina nel motore del Comune. C'è anche un'altra opzione di vendita su cui però il sindaco Domenico Lombardi ha già posto, come premessa, un veto: Palazzo Panichi, in piazza Duomo. Sede ricca di fascino e demandata ad ospitare incontri culturali e mostre, ma che, se frazionata, potrebbe essere destinata ad uso abitativo. Ed in questo caso, come detto, si potrebbero ipotizzare stime di incasso intorno ai 2 milioni di euro. I palazzi non sono ancora inseriti nel patrimonio alienabile del Comune e comunque, per cederli occorrerà fare un bando. E proprio un altro bando, quello in scadenza il prossimo 3 dicembre e generoso di polemiche politiche e presunti esposti, sta suscitando un discreto interesse fra gli imprenditori: riguarda l'immobile di via Mazzini che ospita la Pasticceria Dazzi, con base d'offerta fissata a 530 mila euro. Andate invece deserte le aste riguardanti l'alienazione del Jamaica Pub di Tonfano, nonostante che il prezzo di acquisto sia sceso, nel giro di un anno, da poco meno di 2 milioni di euro a 1 milione e mezzo circa. L'amministrazione comunale, per invogliare l'imprenditoria a muoversi, starebbe valutando la possibilità di frazionare, in più unità commerciali, l'immobile, ma il percorso, su questo fronte, dal punto di vista normativo, sembra essere piuttosto complicato.

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