Sicurezza
Linchiesta. Il sindaco: «Ecco perché abbiamo cambiato strada e optato per Piano del Quercione»
Nuova caserma, la Procura indaga
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NUOVA CASERMA. Il progetto come appariva nel 2008 Nel mirino le 30 villette previste nel progetto complessivo al Fornacione
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MASSAROSA. La procura della Repubblica di Lucca sta indagando sul progetto dell'amministrazione Larini riguardo alla costruzione della nuova caserma dei carabinieri. A darne notizia è lo stesso sindaco Franco Mungai, che spiega i motivi per cui l'amministrazione «è stata costretta» ad abbandonare quella strada, e a prevedere una nuova destinazione per la caserma. Il progetto pensato dall'amministrazione Larini riguardava un terreno di fianco al cimitero comunale di Massarosa, al Fornacione. E, secondo quanto si è potuto apprendere, l'indagine della Procura si sarebbe concentrata non tanto sulla nuova struttura prevista per ospitare i militari, quanto sulle 30 villette che il Comune avrebbe concesso al privato, la società viareggina Fornace srl di Roberto Marchetti, che si sarebbe fatta carico dell'opera. La previsione, contenuta nel regolamento urbanistico, avrebbe scatenato la protesta dei proprietari dei terreni su cui avrebbero dovuto sorgere le villette. Questi proprietari hanno fatto ricorso al Tar e - da questo atto - sembrerebbe essere nata un'inchiesta della magistratura penale, che evidentemente ha intravisto delle ipotesi di reato. Il sindaco Mungai ha tirato fuori l'argomento in un comunicato ufficiale di replica all'esponente Udc Alberto Coluccini. Sulla questione della caserma dei carabinieri - afferma Mungai - devo sottolineare che abbiamo dovuto abbandonare il progetto della precedente amministrazione in quanto oggetto di indagine da parte della Procura. La nuova caserma verrà realizzata a Piano del Quercione, mediante un'operazione di perequazione urbanistica che ci garantirà la disponibilità dell'area, mentre per la costruzione sarà fatto un regolare bando». «Nel frattempo - aggiunge il sindaco Mungai - per favorire l'aumento delle unità di uomini in forza alla locale stazione dei carabinieri, ci siamo fatti carico come amministrazione di reperire e pagare un alloggio, in modo da liberare spazi all'interno della caserma, che è già passata da 10 a 12 unità e a cui, tra poco, se ne aggiungeranno altre due». Ma Mungai - che di recente ha ammesso la preoccupazione dei suoi concittadini per l'escalation di furti, arrivando a scrivere al prefetto per chiedere più garanzie - non tollera le posizioni espresse dal coordinatore dell'Udc Alberto Coluccini. «Chiedere la costituzione di ronde o vigilantes privati - scrive - per garantire la sicurezza del territorio vuol dire delegare a privati quello che è un primario compito dello Stato e, soprattutto, cosa ancora più grave, delegittimare l'operato delle forze dell'ordine che, quotidianamente, in mezzo a mille difficoltà svolgono un ruolo encomiabile a tutela dei cittadini. Non a caso mi sono preoccupato, di fronte al crescente allarme sociale, di coinvolgere prima di tutto il prefetto, al fine di coordinare e valutare l'opportunità di convocare il comitato sull'ordine e la sicurezza pubblica, perché questa è l'unica via legittima e seria da percorrere». Le critiche del primo cittadino alle affermazioni di Coluccini non finiscono qui. «Per quanto riguarda invece le altre proposte avanzate da Coluccini si tratta di soluzioni che, nella maggior parte dei casi, sono assolutamente impercorribili, come quella di pagare gli straordinari dei vigili con le multe. Non è un operazione che la legge consente. Per la costituzione di maggiori turni di vigilanza vorrei ricordare che, da maggio a seguito di nuove assunzioni, abbiamo potenziato il servizio dei vigili urbani con turni notturni che arrivano fino all'una di notte, in alcuni giorni alla settimana. Coluccini - conclude il primo cittadino - dimostra ancora una volta come le sue proposte e i suoi attacchi siano volutamente demagogici e populisti, fatti solo per ottenere visibilità sui giornali, come i cittadini hanno avuto modo di capire, dimenticando sistematicamente che, fino a due anni e mezzo fa, la forza politica che rappresenta faceva parte della vecchia amministrazione».
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