Il Tirreno

Versilia

IL COMMENTO

Un'organizzazione sbagliata e il personale è demotivato

corrado benzio

3 MINUTI DI LETTURA





 Il senatore Milziade Caprili solleva un nostro vecchio cavallo di battaglia in tema di sicurezza. Ovvero che aver diviso in due commissariati le forze di polizia presenti sulla Versilia è stata una solenne sciocchezza.  Che ha un nome e cognome. A partire dal sindaco di Forte di allora Roberto Bertola, per proseguire con il senatore Marcello Pera - tutti esponenti di Forza Italia.  Quando si dice che alle volanti manca la benzina, bisognerebbe interrogarci poi su quanto costa Forte solo in termine di affitto, manutenzione, pulizia, riscaldamento, telefoni, luce etc?  E, come ricorda Caprili, in termini di doppi uffici, a partire dai passaporti (che sarebbe il caso passassero all'anagrafe dei Comuni). Pensiamo anche alle indagini: ma veramente un settore delicato come la Digos può essere diviso in due?  L'operazione Forte, fra l'altro, non è giovata neppure alla Versilia storica, come forse sperava Bertola. Crediamo che a Forte non esista villa che non sia stata «visitata» dai ladri. Escluse quelle dove i russi hanno le guardie del corpo oppure dove la stessa Polizia deve sorvegliare ministri e veline.  E non è finita qui, andiamo più a fondo nella carne viva dei vizi di Forte dei Marmi. Parliamo della coca? Rispetto ai fiumi di polvere che viaggiano per la capitale Vip della Versilia, cosa riescono a fare le forze dell'ordine?  In questo scenario le iniziative del sindaco Lunardini sono acqua fresca. Perchè, more solito, sono solo di facciata e lui non va - in senso politico - al cuore del problema.  Basti pensare a cosa fece a Pietrasanta il sindaco Mallegni dopo l'omicidio del marocchino al bar Avio. In quel periodo l'area della stazione era infestata di derelitti e sbandati. Dopo l'assassino e le proteste della gente, soprattutto le ragazze molestate in stazione, come per incanto, la zona è stata «ripulita» dalla polizia. Che lui seppe «sollecitare».  E non ci vengano a raccontare delle statistiche che parlano di reati in calo. Alcune considerazioni personali: mia madre (81 anni) è stata scippata due volte a Viareggio. Non ha fatto denuncia perchè era assolutamente inutile, anzi rischiava di passare una giornata al commissariato o alla stazione Cc e con lei chi lo accompagnava. Ergo quei due reati non compaiono nelle statistiche. Ma esistono.  La situazione è troppo grave per essere presa sotto gamba. Invece a Viareggio moralità e senso delle istituzioni sono un optional. Il comandante dei vigili è sott'inchiesta (quello precedente fu addirittura rimosso dalla mattina alla sera), l'assessore alla polizia urbana è sotto processo per reati gravissimi (corruzione di pubblico ufficiale, può bastare?), che stanno sfumando solo grazie alla prescrizione.  In questo clima, diciamoci la verità, nessuno è motivato. Ovvero nessuno, e forse è questo il vero problema, fa un oncia in più dello stretto necessario perchè vede quale esempio cala dall'alto. L'Italia fascista ha perso la guerra per millanta motivi, ma anche perchè il soldato inglese era disposto anche a fare la guardia al bidone di benzina. Il fante italiano no, anzi il bidone talvolta, se poteva, lo portava via. Ma da una parte c'era Churchill, d'altra il Capoccione e soprattutto gerarchi e generali magna-magna che mandavano i soldati in Russia con le scarpe di cartone (prodotte anche a Lucca: i deliquenti e i ladri non sono sempre altrove).  Insomma sarà il caso che qualcuno motivi anche la truppa. Il mondo è cambiato, è vero, ma marescialli come Corbo o Lazzeri non ce ne sono più. E si vede.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore