Sicurezza
La situazione è grave Per Caprili servono contatti con Roma
◗
Milziade Caprili (Sinistra Arcobaleno)3 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. La gente è stanca e ha paura. L'altra sera in Passeggiata da Calosci, la gente commentava un colpo d'oro, quanto facile. «C'è da tempo una crescente preoccupazione per fatti di violenza che si ripetono, anche con segni diversi, ormai in più di un luogo». Così inizia l'intervento di Milziade Caprili, che anche da presidente della Croce Verde ha ben chiaro cosa succede. «Piazza D'Azeglio l'altro giorno ne è un esempio. A questo se ne sono aggiunti altri in due giorni: il tentato furto in un tabacchino nel centro città, le rapina da Calosci, un accoltellamento al Molo. La vicenda complessiva della sicurezza è grave e merita risposte - quelle possibili, s'intende - non rituali o caricate di chissà quali risvolti di parte.
Sarebbe di parte, infatti, caricare sull'attuale Amministrazione Comunale tutte le responsabilità dello stato della sicurezza in Città. Molte delle azioni possibili non stanno nelle nostre mani, non dipendono interamente da noi ed è stato un azzardo chiedere voti, come la compagine del Sindaco ha fatto, promettendo ciò che non si aveva nelle proprie disponibilità. La cattiva politica non è solo quella che ruba ed imbroglia ma anche quella che prende in giro i cittadini. Che cosa pensa il cittadino che vive una normale vita a Viareggio? Che i focolai di violenza sono ormai troppi; che niente, nessuna condizione sociale, può motivare gli atti a delinquere, lo spaccio, i furti, i territori sottratti all' uso di tutti perché pericolosi. Che stranieri od italiani vanno messi nella condizione di non poter continuare ad incidere così pesantemente nella trama della convivenza della nostra comunità. Certo che risulta un po' complicato affrontare queste emergenze affidandosi a "struggenti" letterine ai Ministri o Sottosegretari di turno. Siamo chiari: possiamo fare qualcosa in termini di tenuta del territorio, di illuminazione; nel favorire tutte le aggregazioni possibili. «Tuttavia il problema fondamentale non può che essere la presenza dello Stato e dei suoi apparati. Ed allora - scrive Caprili - qualche domanda dovremo porcela: è vero o non è vero che gli organici della Polizia di Stato sono il frutto di esigenze codificate nel 1989 (abbondantemente nel secolo scorso)? È stata una scelta che ha dato frutti (sono diminuiti i furti e i reati in genere?) quella di dividere le forze di Polizia in due Commissariati - Viareggio e Forte dei Marmi - con aggravio di spese e con duplicazione di figure fisse e non operanti sul territorio (piantoni, centralinisti, uffici etc)?
Quanti poliziotti e quanti carabinieri sono effettivamente impiegati sul territorio? Quante caserme dei Carabinieri verranno dismesse? Fatti salvi i compiti istituzionali, la Guardia di Finanza non potrebbe essere utilizzata - lo è già - per forme straordinarie di pattugliamento? Cosa aspetta il Sindaco a chiedere ai nostri parlamentari di agevolare siffatti incontri? Magari servirà a poco, ma per lo meno avremo tentato».
Sarebbe di parte, infatti, caricare sull'attuale Amministrazione Comunale tutte le responsabilità dello stato della sicurezza in Città. Molte delle azioni possibili non stanno nelle nostre mani, non dipendono interamente da noi ed è stato un azzardo chiedere voti, come la compagine del Sindaco ha fatto, promettendo ciò che non si aveva nelle proprie disponibilità. La cattiva politica non è solo quella che ruba ed imbroglia ma anche quella che prende in giro i cittadini. Che cosa pensa il cittadino che vive una normale vita a Viareggio? Che i focolai di violenza sono ormai troppi; che niente, nessuna condizione sociale, può motivare gli atti a delinquere, lo spaccio, i furti, i territori sottratti all' uso di tutti perché pericolosi. Che stranieri od italiani vanno messi nella condizione di non poter continuare ad incidere così pesantemente nella trama della convivenza della nostra comunità. Certo che risulta un po' complicato affrontare queste emergenze affidandosi a "struggenti" letterine ai Ministri o Sottosegretari di turno. Siamo chiari: possiamo fare qualcosa in termini di tenuta del territorio, di illuminazione; nel favorire tutte le aggregazioni possibili. «Tuttavia il problema fondamentale non può che essere la presenza dello Stato e dei suoi apparati. Ed allora - scrive Caprili - qualche domanda dovremo porcela: è vero o non è vero che gli organici della Polizia di Stato sono il frutto di esigenze codificate nel 1989 (abbondantemente nel secolo scorso)? È stata una scelta che ha dato frutti (sono diminuiti i furti e i reati in genere?) quella di dividere le forze di Polizia in due Commissariati - Viareggio e Forte dei Marmi - con aggravio di spese e con duplicazione di figure fisse e non operanti sul territorio (piantoni, centralinisti, uffici etc)?
Quanti poliziotti e quanti carabinieri sono effettivamente impiegati sul territorio? Quante caserme dei Carabinieri verranno dismesse? Fatti salvi i compiti istituzionali, la Guardia di Finanza non potrebbe essere utilizzata - lo è già - per forme straordinarie di pattugliamento? Cosa aspetta il Sindaco a chiedere ai nostri parlamentari di agevolare siffatti incontri? Magari servirà a poco, ma per lo meno avremo tentato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
